In sintesi: saldare espone a sei rischi principali: radiazioni dell’arco, fumi e gas, ustioni e incendi, scossa elettrica, rumore, gas compressi. I DPI di base sono maschera conforme EN 175 con filtro EN 379, guanti EN 12477, abbigliamento EN ISO 11611, scarpe S3 con suola resistente al calore e, quando l’aspirazione non basta, un respiratore con filtro P3. Prima dei DPI però vengono l’aspirazione dei fumi vicino all’arco, la pulizia della zona da materiali infiammabili e una bombola legata. Dal 2017 la IARC classifica i fumi di saldatura come cancerogeni certi per l’uomo.
Quasi tutti quelli che saldano da qualche anno hanno una storia da raccontare: la notte con gli occhi che bruciano dopo un colpo d’arco preso guardando, un buco nei jeans, una scintilla finita nella segatura dell’angolo. Sono incidenti piccoli, ma raccontano bene il problema. In saldatura i pericoli non si vedono finché non fanno danno, e alcuni, come i fumi, non fanno male subito.
Questa guida mette in ordine i rischi, spiega quali dispositivi servono davvero e con quali norme, e soprattutto come organizzare la postazione in modo che i DPI siano l’ultima difesa e non l’unica. Vale per chi salda in officina e per chi lo fa nel garage di casa. Per le basi sui processi c’è la guida alla saldatura.
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I rischi della saldatura in una tabella
| Rischio | Da dove arriva | Come ci si protegge |
|---|---|---|
| Radiazioni ultraviolette, infrarosse e luce blu | l’arco elettrico, anche riflesso da pareti chiare | maschera con filtro adatto, pelle coperta, tende per chi è vicino |
| Fumi e gas | metallo vaporizzato, rivestimenti, ozono e ossidi di azoto prodotti dall’arco | aspirazione vicino all’arco, testa fuori dal fumo, respiratore |
| Ustioni e incendio | spruzzi, scorie, pezzi caldi, scintille della mola | abbigliamento ignifugo, zona libera da combustibili, estintore |
| Scossa elettrica | tensione a vuoto della saldatrice, cavi rovinati, ambienti umidi | guanti asciutti, cavi integri, macchina con marcatura S negli spazi a rischio |
| Rumore | taglio plasma, scriccatura, molatura | tappi o cuffie |
| Gas compressi e asfissia | bombole, argon e CO₂ che ristagnano in basso | bombole legate, ventilazione, mai in spazi chiusi senza assistenza |
Cosa succede se si salda senza maschera
Bastano pochi secondi di arco guardato a occhio nudo, anche di lato, per prendere la fotocheratite, quella che in officina si chiama “colpo d’arco”. Non si sente niente sul momento. Dopo sei, otto ore, di solito di notte, arrivano bruciore, lacrimazione e la sensazione di sabbia negli occhi, con la luce che dà fastidio. Di solito passa in uno o due giorni, ma è dolorosa e va fatta vedere a un medico, soprattutto se non migliora. La luce intensa dell’arco può anche danneggiare la retina, e in quel caso il danno può essere permanente.
Gli ultravioletti dell’arco bruciano anche la pelle come un’esposizione al sole molto forte: collo, polsi e avambracci scoperti si arrossano in pochi minuti di saldatura TIG. Il rischio riguarda anche chi guarda o passa vicino. Per questo si usano tende e schermi, e chi assiste deve avere a sua volta una protezione. La scelta della tinta e dei filtri è spiegata nella guida alla maschera per saldatura.
I DPI per la saldatura, uno per uno
I dispositivi di protezione individuale per saldare sono pochi, ma ognuno ha una norma che dice cosa deve garantire. Comprare a caso, magari un guanto da giardinaggio o una felpa sintetica, è il modo più veloce per farsi male.
| DPI | Norma di riferimento | Cosa guardare |
|---|---|---|
| Maschera o schermo | EN 175 | copertura di viso e collo, peso, regolazione della bardatura |
| Filtro autoscurante | EN 379 | gradi di oscuramento, classe ottica (ideale 1/1/1/1), numero di sensori |
| Filtro passivo | EN 169 | grado di protezione adatto a processo e corrente |
| Occhiali per molatura | EN 166 | lenti resistenti all’impatto, protezioni laterali |
| Guanti | EN 12477 (tipo A o B) | A più protettivi per elettrodo e filo, B più sensibili per il TIG |
| Giacca, pantaloni, grembiule | EN ISO 11611 (classe 1 o 2) | classe 2 per molti spruzzi, cuoio o cotone ignifugo |
| Scarpe | EN ISO 20345 S3 con HRO | suola resistente al calore, senza lacci esposti o con ghette |
| Respiratore | EN 149 (FFP3) o EN 12941 (elettroventilato) | filtro antipolvere P3, compatibilità con la maschera |
| Tende e schermi | EN ISO 25980 | protezione di chi lavora vicino o passa |
Maschera e occhiali
La maschera autoscurante oggi conviene quasi sempre: lascia le mani libere e si tiene abbassata anche durante il puntamento. Sotto la maschera si portano comunque gli occhiali di sicurezza, perché quando la si alza per guardare il cordone o per spazzolare la scoria gli occhi restano scoperti, e la scheggia di scoria è uno degli infortuni più comuni.
Guanti
La EN 12477 divide i guanti da saldatura in due tipi. Il tipo A è più spesso e resiste meglio a calore e spruzzi: è quello per l’elettrodo e per il filo. Il tipo B è più sottile e lascia sensibilità alle dita, ed è pensato per il TIG, dove gli spruzzi sono pochi e la bacchetta va dosata con precisione. Un guanto bagnato di sudore conduce corrente: meglio averne un paio di ricambio.
Abbigliamento
La EN ISO 11611 prevede due classi. La classe 1 va bene per il TIG e per lavori con pochi spruzzi, la classe 2 per l’elettrodo, il filo animato e la saldatura in posizione, dove le gocce cadono addosso. Il tessuto deve essere cotone ignifugo, lana o cuoio: le fibre sintetiche fondono e si attaccano alla pelle. Maniche abbassate, colletto chiuso, niente risvolti nei pantaloni o tasche aperte dove si fermano le scorie. Niente accendini in tasca.
Scarpe
Servono scarpe di sicurezza S3 con suola resistente al calore (sigla HRO). Le gocce di metallo che finiscono tra lacci e linguetta bruciano in fretta: vanno bene modelli con chiusura a strappo o ghette in cuoio, e i pantaloni sopra la scarpa, mai infilati dentro.
Respiratore e udito
Se l’aspirazione non basta, per esempio quando si salda l’inox, la lamiera zincata o per molte ore di fila, serve un respiratore. Le semimaschere filtranti FFP3 vanno bene per lavori brevi, a patto che stiano sotto la maschera senza lasciare spifferi. Chi salda spesso fa prima a usare un sistema elettroventilato integrato nella maschera, che soffia aria filtrata sul viso e non affatica il respiro. Per il taglio plasma e la molatura servono anche tappi o cuffie: si superano facilmente gli 85 decibel.
I DPI per saldare
- Guanti da saldatura EN 12477 tipo A: per elettrodo e filo
- Guanti TIG EN 12477 tipo B: sottili e sensibili
- Giacca da saldatore EN ISO 11611: in cuoio o cotone ignifugo
- Grembiule in cuoio
- Occhiali di sicurezza EN 166: da tenere sotto la maschera
- Scarpe S3 con suola HRO: resistenti al calore
- Semimaschere FFP3: per lavori brevi su inox e zincato
- Maschere con respiratore elettroventilato: per chi salda spesso
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Fumi di saldatura: cosa respiri e come evitarlo
Il fumo di saldatura è fatto di particelle finissime, gran parte sotto il micron, che arrivano fino agli alveoli. Nel 2017 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) lo ha classificato nel gruppo 1, quello dei cancerogeni certi per l’uomo, insieme alle radiazioni ultraviolette prodotte dalla saldatura. Il rischio cresce con le ore di esposizione, ma la composizione dipende molto da cosa si salda.
| Cosa saldi | Sostanza critica | Effetto |
|---|---|---|
| Acciaio al carbonio | ossidi di ferro, manganese | irritazione respiratoria, effetti neurologici del manganese con esposizioni lunghe |
| Acciaio inox | cromo esavalente, nichel | cancerogeni: serve aspirazione efficace e spesso un respiratore |
| Lamiera zincata | ossido di zinco | febbre da fumi metallici, con brividi e malessere poche ore dopo |
| Alluminio (TIG e MIG) | ozono | irritazione forte di naso, gola e polmoni |
| Pezzi verniciati o cadmiati | piombo, cadmio, prodotti della combustione | tossici: la vernice va tolta prima di saldare |
| Pezzi sgrassati con solventi clorurati | fosgene | gas molto tossico che si forma con i raggi UV dell’arco |
Quest’ultima riga merita un’attenzione in più. Alcuni sgrassatori per freni e solventi industriali contengono composti clorurati che, colpiti dalla luce dell’arco, si trasformano in fosgene. Il pezzo va sgrassato con prodotti non clorurati, come l’acetone, e lasciato asciugare bene lontano dalla postazione. Sull’inox i dettagli sono nella guida alla saldatura dell’acciaio inox.
Con il TIG c’è un rischio in più legato agli elettrodi: quelli toriati, con la punta rossa, contengono ossido di torio, leggermente radioattivo, e la polvere dell’affilatura non va respirata. Oggi esistono alternative al lantanio o al cerio che funzionano altrettanto bene, come spiegato nella guida alla saldatura TIG.
Come si aspira il fumo nel modo giusto
La difesa più efficace è catturare il fumo appena nasce. Una bocchetta aspirante va messa vicina all’arco, di lato e poco sopra, a una ventina di centimetri: più lontano la sua efficacia crolla. Ogni tanto va spostata insieme al lavoro. Le torce MIG con aspirazione integrata fanno lo stesso lavoro alla fonte. Il ventilatore puntato sul pezzo, invece, disturba il gas di protezione e spesso spinge il fumo proprio verso il viso.
Poi c’è la posizione della testa. Il pennacchio sale in verticale dal pezzo: chi salda chino sopra il lavoro lo respira tutto, anche con una buona aspirazione. Basta spostarsi di lato di una spanna, o lavorare con il pezzo un po’ più in basso, per ridurre molto l’esposizione.

Gas, bombole e spazi chiusi
Le bombole vanno tenute in piedi e legate con una catena o una fascetta a un supporto fisso, lontane da fonti di calore e dalla zona delle scintille. Si chiudono a fine lavoro, si trasportano con il cappellotto avvitato e non si usano mai come appoggio o come massa. Per riconoscere i gas e leggere le etichette c’è la guida al gas per saldatura.
Argon e CO₂ non sono tossici, ma sono più pesanti dell’aria e prendono il posto dell’ossigeno. Si accumulano in buche, fosse, cisterne, cantine poco ventilate. Lì si può perdere i sensi senza alcun preavviso. In uno spazio chiuso non si salda mai da soli, e serve un ricambio d’aria garantito. Con l’ossiacetilene si montano sempre le valvole antiritorno di fiamma sui riduttori e sul cannello.
Il rischio elettrico
La tensione a vuoto di una saldatrice è bassa rispetto alla rete di casa, ma non innocua, soprattutto con il corpo bagnato di sudore o appoggiato a una struttura metallica. Le regole sono semplici: guanti e scarpe asciutti, mai toccare l’elettrodo o il filo con la pelle, cavi senza tagli e morsetti ben stretti, massa vicino al giunto. Negli spazi stretti, sulle strutture metalliche e negli ambienti umidi si usano saldatrici marcate con la S, adatte agli ambienti a rischio elettrico elevato.
Chi porta un pacemaker o un altro dispositivo impiantato deve parlarne con il medico prima di saldare: i cavi creano campi magnetici. In ogni caso non ci si avvolge mai il cavo intorno alle spalle e si tengono torcia e massa dallo stesso lato del corpo.
Incendio: le scintille arrivano lontano
Le scintille di saldatura e di molatura possono volare per una decina di metri e infilarsi in fessure, sotto le porte, nelle pile di stracci. Prima di cominciare si tolgono o si coprono con teli ignifughi tutti i materiali che possono bruciare. Si tiene a portata un estintore a polvere o a CO₂ e un secchio d’acqua. Dopo aver finito, la zona va controllata per almeno mezz’ora: molti incendi partono quando chi ha saldato è già andato via.
C’è una regola che non ammette eccezioni: non si salda e non si taglia mai un fusto, un serbatoio o un contenitore che ha contenuto liquidi infiammabili, anche se sembra vuoto da anni. I vapori residui bastano a farlo esplodere. Queste operazioni le fanno solo aziende attrezzate, con procedure di bonifica.
Saldare in garage o in casa
In garage si salda bene, se la postazione è organizzata. Il banco va in un punto dove si possa aprire per far entrare aria pulita alle spalle di chi salda e mandare il fumo verso l’aspirazione o verso l’esterno. Pareti e pavimento intorno al banco devono essere liberi da cartoni, legno, benzina, vernici. Il disegno sopra riassume la disposizione: bombola legata lontano dal banco, aspirazione vicino all’arco, tende verso il passaggio, estintore vicino all’uscita.
Chi salda in casa deve pensare anche agli altri: bambini e animali tenuti lontani, nessuno che guarda l’arco senza protezione, i vicini che non devono ritrovarsi il fumo in casa. Per la corrente, le saldatrici inverter per uso hobbistico funzionano con una presa normale, ma con il contatore da 3 kW è facile far scattare il limitatore. I conti sono nella guida alle migliori saldatrici inverter.
Per la postazione
- Aspiratori di fumi con braccio: la difesa più efficace contro i fumi
- Tende per saldatura EN ISO 25980: per chi lavora o passa vicino
- Coperte e teli ignifughi: per coprire ciò che non si può spostare
- Estintore a CO₂ da 2 kg: non sporca la saldatrice
- Supporti con catena per bombole
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Cosa dice la legge se saldi per lavoro
Per chi salda come lavoratore la norma di riferimento in Italia è il D.Lgs. 81/2008. Il datore di lavoro valuta i rischi nel documento di valutazione (il DVR), compresi i fumi, gli agenti cancerogeni e le radiazioni ottiche artificiali. Fornisce i DPI adatti, forma e addestra chi li usa, e organizza la sorveglianza sanitaria quando prevista.
I DPI si usano quando i rischi non si possono evitare o ridurre abbastanza con misure tecniche e organizzative, come l’aspirazione localizzata o la ventilazione. La legge mette quindi la protezione collettiva prima di quella individuale. Il Regolamento (UE) 2016/425 divide i DPI in tre categorie: la I per i rischi minimi, la III per quelli che possono causare danni gravi o mortali (ci rientrano i respiratori), la II per tutto il resto (maschere da saldatura e guanti, in genere). Ogni DPI deve avere la marcatura CE e la nota informativa del fabbricante, che va letta.
Un buon riassunto su rischi e DPI nei processi di saldatura è questo intervento dell’Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza:
La checklist prima di accendere l’arco
- Zona libera da combustibili per una decina di metri, o coperta con teli ignifughi.
- Estintore e secchio d’acqua a portata di mano.
- Bombola in piedi, legata, con riduttore e tubi integri.
- Aspirazione accesa e bocchetta vicino all’arco.
- Pezzo pulito: niente vernici, zinco, solventi clorurati.
- Maschera, occhiali, guanti, giacca e scarpe indossati, tasche vuote.
- Cavi integri e massa stretta vicino al giunto.
- Persone e animali lontani, tende chiuse verso il passaggio.
- Controllo della zona per almeno mezz’ora dopo aver finito.
Domande frequenti
Quali sono i DPI per la saldatura?
Maschera o schermo EN 175 con filtro EN 379 o EN 169, occhiali di sicurezza EN 166 da tenere sotto la maschera, guanti EN 12477, giacca e pantaloni EN ISO 11611, scarpe S3 con suola resistente al calore e, quando l’aspirazione non basta, un respiratore FFP3 o elettroventilato. Per il taglio plasma e la molatura servono anche protezioni per l’udito.
Quali sono le tre categorie di DPI?
Il Regolamento (UE) 2016/425 prevede la categoria I per i rischi minimi, la III per i rischi che possono causare danni gravi o mortali, come quelli respiratori, e la II per tutti gli altri. Maschere e guanti da saldatura rientrano di solito nella II, i respiratori nella III.
Quando il DPI è obbligatorio?
Per chi lavora, quando i rischi non si possono evitare o ridurre abbastanza con misure tecniche e organizzative, come l’aspirazione dei fumi. Il datore di lavoro deve fornirli, formare chi li usa e verificarne l’uso. In saldatura maschera, guanti e abbigliamento protettivo sono sempre necessari.
Cosa succede se si salda senza maschera?
Pochi secondi di arco guardato a occhio nudo possono causare la fotocheratite, il colpo d’arco: dopo alcune ore compaiono bruciore, lacrimazione e sensazione di sabbia negli occhi. La luce intensa può danneggiare anche la retina, e la pelle scoperta si brucia come al sole.
I fumi di saldatura sono cancerogeni?
Sì. Dal 2017 la IARC li classifica nel gruppo 1, cancerogeni certi per l’uomo. Il rischio aumenta con le ore di esposizione e con alcuni materiali, come l’inox, che libera cromo esavalente e nichel. L’aspirazione vicino all’arco è la protezione più efficace.
Si può saldare in casa o in garage?
Sì, con alcune precauzioni: zona libera da materiali infiammabili, aria che entra alle spalle di chi salda e fumo aspirato o portato all’esterno, bombola legata, estintore vicino all’uscita e nessuno che guardi l’arco senza protezione. In casa, negli ambienti abitati, è meglio evitarlo.
Che estintore serve per saldare?
Un estintore a polvere o a CO₂ vicino alla postazione. Quello a CO₂ non lascia residui sulla saldatrice e sui componenti elettrici, quello a polvere è più versatile sui materiali solidi. In ogni caso conviene avere anche un secchio d’acqua per le braci.
Da dove partire
Se stai mettendo su la postazione adesso, l’ordine giusto è questo: maschera autoscurante buona, guanti e giacca della classe adatta al tuo processo, scarpe con suola resistente al calore, estintore. Subito dopo viene l’aspirazione, che è la spesa più rimandata e quella che protegge di più nel lungo periodo. Poi, ogni volta che cambi materiale, chiediti cosa c’è nel fumo che stai per produrre. Se poi vuoi capire perché un cordone non viene, passa alla guida ai difetti di saldatura.
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