In breve
Si legge in due passi: i millimetri interi sulla scala fissa, subito a sinistra dello zero del nonio, poi i decimali dalla linea del nonio che coincide meglio con una linea della scala fissa. Con lo zero poco dopo il 12 e la linea 7 del nonio coincidente, un calibro decimale legge 12,7 mm.
La risoluzione è 1 mm diviso il numero di divisioni del nonio: 0,1 mm con 10 divisioni, 0,05 mm con 20, 0,02 mm con 50. Quando la tolleranza scende a pochi centesimi il calibro non basta più e si passa al micrometro.
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Il calibro a corsoio è il primo strumento che si prende in mano in officina, e anche quello che si usa con più leggerezza. Leggerlo è facile una volta capito il nonio; ottenere misure affidabili chiede qualche attenzione in più. Se devi ancora comprarne uno, i modelli che consiglio sono nella guida ai migliori calibri.
Com’è fatto un calibro a corsoio
- Asta con la scala fissa in millimetri. Su molti calibri c’è anche la scala in pollici, sul bordo opposto.
- Becchi per esterni, per diametri e spessori.
- Becchi per interni, più sottili, per fori e cave.
- Asta di profondità, che esce dal fondo quando apri il calibro.
- Cursore con il nonio, la scala mobile che dà i decimali.
- Vite o leva di bloccaggio, per fermare il cursore e leggere con calma lontano dal pezzo.
Come si legge il nonio
Il procedimento è lo stesso per tutti i calibri a nonio. Sono due passaggi:
- Guarda dove cade lo zero del nonio sulla scala fissa. Il millimetro intero subito a sinistra è la parte intera della misura.
- Cerca la linea del nonio che coincide meglio con una linea qualsiasi della scala fissa. Il suo numero, moltiplicato per la risoluzione, dà i decimali.
La misura è la somma delle due parti. Le linee della scala fissa con cui si confronta il nonio non c’entrano con la lettura: conta solo quale linea del nonio è allineata.
Perché funziona
Nel nonio decimale le 10 divisioni occupano 9 mm, quindi ognuna è lunga 0,9 mm: un decimo in meno di quelle della scala fissa. Se lo zero del nonio è avanti di 0,3 mm rispetto a un millimetro intero, la terza linea recupera esattamente quei tre decimi e si allinea con una linea della scala. Per il ventesimale e il cinquantesimale il ragionamento è identico, con 20 e 50 divisioni.
| Nonio | Divisioni | Lunghezza del nonio | Risoluzione | Come si leggono i numeri |
|---|---|---|---|---|
| Decimale | 10 | 9 mm (a volte 19 mm) | 0,1 mm | ogni linea vale 0,1 mm |
| Ventesimale | 20 | 19 mm o 39 mm | 0,05 mm | i numeri da 0 a 10 sono decimi, la linea in mezzo vale 0,05 mm |
| Cinquantesimale | 50 | 49 mm | 0,02 mm | i numeri da 0 a 10 sono decimi, ogni linea vale 0,02 mm |
In generale la risoluzione è 1 mm diviso il numero di divisioni del nonio. Un nonio allungato, per esempio su 39 mm invece di 19, ha le linee più distanziate e si legge meglio, ma il valore non cambia.
Tre esempi
- Decimale. Lo zero del nonio è poco dopo il 12 e coincide la linea 7: 12 + 0,7 = 12,7 mm.
- Ventesimale. Lo zero è dopo il 23 e coincide la linea subito dopo il 3 del nonio: 23 + 0,35 = 23,35 mm.
- Cinquantesimale. Lo zero è dopo il 41 e coincide la seconda linea dopo il 6: 41 + 0,64 = 41,64 mm.
Sul cinquantesimale le linee vicine a quella giusta sembrano quasi tutte allineate. Il trucco è guardare quelle ai lati: a sinistra della linea giusta le linee del nonio stanno un filo a destra di quelle della scala fissa, dall’altra parte succede il contrario. La linea giusta è quella dove si inverte.
Esercizio: leggi il calibro
Scegli il tipo di nonio, leggi la misura e scrivila in millimetri. Con i pulsanti + e − ingrandisci la scala; su telefono scorri di lato.
I numeri sulla scala fissa sono centimetri. Il nonio ventesimale qui è allungato su 39 mm, come su molti calibri moderni: si legge allo stesso modo.
Calibro digitale e calibro a orologio
Il digitale toglie il problema della lettura, non quello della misura: pressione, pulizia e posizione dei becchi contano allo stesso modo. E la risoluzione di 0,01 mm sul display non vuol dire che lo strumento sia preciso al centesimo. Un buon calibro digitale da 150 mm dichiara di solito un errore massimo di ±0,02 mm, quelli economici anche di più.
Il calibro a orologio sta in mezzo: si legge in fretta e non ha batterie, ma teme urti e sporco dentro il quadrante. Qualunque sia il tipo, prima di una serie di misure pulisci i becchi, chiudili e controlla lo zero.
Come misurare bene
- Misura vicino all’asta, non sulla punta dei becchi. Più il pezzo è lontano dalla scala, più il gioco del cursore pesa sulla lettura: è l’errore di Abbe, il limite di fondo di ogni calibro.
- Pressione leggera e sempre uguale. Se stringi forte i becchi flettono e la misura cala. Se il calibro ha la rotella o la frizione, usala.
- Becchi in squadra con il pezzo. Su un diametro esterno fai oscillare appena il calibro e prendi il valore più piccolo. In un foro cerca il valore più grande spostandoti di lato e il più piccolo inclinando il calibro lungo l’asse.
- Occhio dritto sulla scala. Guardare il nonio di sbieco sposta la lettura: è l’errore di parallasse.
- Pezzo e strumento alla stessa temperatura. Un pezzo d’acciaio di 100 mm appena uscito dalla macchina a 40 °C è più lungo di circa 0,02 mm che a 20 °C.
- Profondità con la testa ben appoggiata. Il fondo del calibro deve stare piatto sul bordo del foro, e l’asta dritta.
Quando lasciare il calibro e prendere il micrometro
In metrologia si usa una regola pratica: lo strumento deve avere una risoluzione di almeno un decimo della tolleranza da controllare. Con ±0,1 mm il calibro va benissimo. Con un foro H7 da 20 mm, che ha un campo di tolleranza di 21 µm, no: serve un micrometro, un alesametro o un tampone.
Cura e taratura
Il calibro non va lasciato sul banco tra i trucioli, e non si usa come martello né come tracciatore. A fine giornata si pulisce, un velo d’olio leggero sull’asta e dentro la custodia. Ogni tanto si controlla con dei blocchetti di riscontro in almeno tre punti della scala. Se lavori in un sistema qualità, la taratura va pianificata e documentata: trovi come nella guida alla taratura degli strumenti di misura.
Quale calibro prendere
- Calibro digitale Mitutoyo 500-196-30: il riferimento da officina, non perde lo zero
- Calibro digitale IP67: per chi lavora sotto emulsione
- Calibro a nonio ventesimale: senza batterie, per la scuola o come riserva
- Blocchetti pianparalleli: per controllare il calibro in tre punti della scala
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Domande frequenti
Come si legge un calibro ventesimale?
Prendi i millimetri interi sulla scala fissa, a sinistra dello zero del nonio. Poi cerca la linea del nonio che coincide con una linea della scala fissa: i numeri del nonio valgono 0,1 mm e la linea in mezzo a due numeri vale 0,05 mm. Per esempio 23 mm più la linea dopo il 3 danno 23,35 mm.
Che differenza c’è tra calibro decimale, ventesimale e cinquantesimale?
La risoluzione: 0,1 mm, 0,05 mm e 0,02 mm. Dipende da quante divisioni ha il nonio: 10, 20 o 50.
Quanto è preciso un calibro digitale?
Mostra 0,01 mm, ma un buon calibro da 150 mm dichiara un errore massimo di circa ±0,02 mm. Per tolleranze di qualche centesimo serve il micrometro.
Perché due persone leggono misure diverse sullo stesso pezzo?
Per la pressione sui becchi, per come appoggiano il calibro e per la parallasse sul nonio. Con la stessa tecnica, pressione leggera, becchi in squadra e misura vicino all’asta, le letture tornano a coincidere.
Ogni quanto va tarato un calibro?
Non c’è un intervallo fisso per legge: lo stabilisce il sistema qualità in base a quanto si usa lo strumento. Un controllo annuale è una scelta comune. Dopo una caduta va ricontrollato subito.
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