In sintesi: l’alluminio si salda bene in TIG a corrente alternata (spessori da 1 a 6 mm) o in MIG, meglio se pulsato (da 2–3 mm in su), sempre con argon puro. Le regole che fanno la differenza sono tre: pulizia accuratissima subito prima di saldare, perché l’ossido fonde a oltre 2000 °C contro i 660 °C del metallo; il filo giusto per la lega (ER4043 o ER5356); tanto calore all’inizio e meno man mano che il pezzo si scalda. Le leghe 7075 e 2024 in pratica non si saldano per fusione.
Chi ha già saldato l’acciaio la prima volta che prova con l’alluminio di solito ottiene una di queste tre cose: un cordone grigio e opaco che non si attacca, un buco che si apre all’improvviso, oppure un cordone pieno di bollicine. Non è questione di mano. L’alluminio si comporta in modo opposto all’acciaio quasi su tutto: conduce il calore, si copre di ossido, non cambia colore prima di fondere e assorbe idrogeno.
Qui trovi cosa succede quando lo saldi, come riconoscere la lega, quale processo e quale filo usare, i parametri di partenza per TIG e MIG e le alternative quando non hai la macchina giusta. Per il quadro generale sui processi parti dalla guida alla saldatura.
Si può saldare l’alluminio?
Sì, e in molti settori si fa ogni giorno: cantieristica navale, carrozzerie e telai, serbatoi, strutture leggere. La saldatura dell’alluminio però richiede l’attrezzatura giusta. Una saldatrice TIG solo in corrente continua non basta, e una saldatrice a filo economica con guaina d’acciaio fa inceppare il filo dopo pochi centimetri. Con una TIG AC/DC o una MIG predisposta per l’alluminio il lavoro diventa ripetibile.
Perché l’alluminio è difficile da saldare
- Lo strato di ossido. L’alluminio si copre in pochi minuti di ossido (allumina) che fonde a oltre 2000 °C, mentre il metallo sotto fonde a circa 660 °C. Se l’ossido non viene rotto, il bagno resta “chiuso” sotto una pelle e il materiale d’apporto non si lega.
- Conduce il calore tre-quattro volte più dell’acciaio. All’inizio il calore scappa e il bagno non parte; dopo qualche centimetro il pezzo è caldo e il bagno si allarga di colpo. Bisogna partire forte e ridurre strada facendo.
- Non avvisa. L’acciaio diventa rosso prima di fondere, l’alluminio no: resta argenteo fino a un attimo prima di collassare.
- Porosità da idrogeno. L’alluminio fuso scioglie molto idrogeno, che arriva da umidità, olio e ossido idrato; raffreddandosi lo libera e restano bolle nel cordone.
- Si dilata il doppio dell’acciaio. Le deformazioni sono maggiori, quindi servono punti di imbastitura ravvicinati e morsetti.
- Cricche a caldo. Alcune leghe, se saldate senza materiale d’apporto o con il filo sbagliato, si criccano mentre solidificano.
Le leghe di alluminio e la loro saldabilità
Prima di accendere l’arco conviene sapere che lega hai davanti. Profilati, lamiere e tubi riportano la sigla a quattro cifre (EN AW): la prima cifra indica la famiglia.
| Serie | Elemento principale | Esempi | Saldabilità | Filo consigliato |
|---|---|---|---|---|
| 1xxx | Alluminio puro (99%+) | 1050, 1070 | Ottima | ER1100 o ER4043 |
| 3xxx | Manganese | 3003, 3103 | Ottima | ER4043 |
| 5xxx | Magnesio | 5754, 5083 | Ottima, le leghe da carpenteria navale | ER5356 o ER5183 |
| 6xxx | Magnesio e silicio | 6060, 6061, 6082 | Buona con filo, mai senza: si cricca | ER4043 o ER5356 |
| 2xxx | Rame | 2024, 2011 | Scarsa, sconsigliata per fusione | — |
| 7xxx | Zinco | 7075 (no), 7020 (sì) | 7075 non saldabile, 7020 e 7005 sì | ER5356 per 7020 |
| Getti AlSi | Silicio | AlSi7, AlSi10Mg | Discreta, ma i getti sono spesso porosi | ER4043 o ER4047 |
Le leghe 6xxx sono quelle dei profilati estrusi che trovi ovunque. Si saldano bene, ma c’è un dettaglio che pochi considerano: se il profilo è allo stato T6 (temprato e invecchiato), la zona vicino al cordone perde dal 30 al 40% della resistenza, perché il calore annulla il trattamento termico. Nei progetti strutturali va messo in conto; per approfondire la logica dei trattamenti vedi la pagina sulle leghe metalliche.
Filo d’apporto: ER4043 o ER5356?
| ER4043 (AlSi5) | ER5356 (AlMg5) | |
|---|---|---|
| Scorrevolezza del bagno | Molto fluido, bagna bene | Più viscoso |
| Resistenza alle cricche | Migliore sulle 6xxx e sui getti | Buona |
| Resistenza meccanica | Più bassa | Più alta |
| Colore dopo anodizzazione | Grigio scuro | Simile al pezzo |
| Uso in MIG | Più morbido, più facile da spingere | Più rigido, si alimenta meglio |
| Quando sceglierlo | 6xxx, fusioni, lavori generici, TIG | 5xxx, strutture, nautica, pezzi da anodizzare |
Se non sai cosa scegliere e lavori su profilati comuni, parti con il 4043: perdona di più. Se il pezzo è in 5xxx o deve essere anodizzato, passa al 5356.
Diametri, bobine e come far scorrere il filo di alluminio nella torcia sono nella guida al filo per saldatura.
Saldatura TIG dell’alluminio
Il TIG è il processo che dà il controllo migliore, soprattutto sotto i 3 mm. Si lavora in corrente alternata: la semionda positiva rompe l’ossido (effetto pulizia), quella negativa scalda il pezzo e fa penetrare. Sulle macchine inverter si regolano due parametri.
- Bilanciamento. Indica quanto tempo passa in fase di penetrazione. Un valore di partenza è 65–75% in negativo: più pulizia significa cordone più largo e tungsteno più sollecitato; più penetrazione significa bagno più stretto ma ossido meno rotto.
- Frequenza. Tra 80 e 120 Hz l’arco è stretto e preciso, adatto agli angoli; sotto i 60 Hz si allarga e scalda di più.
Con gli inverter si usano tungsteni al lantanio o compositi, con punta leggermente arrotondata; il tungsteno puro (verde) è quello storico delle macchine a trasformatore. Il gas è argon puro, con portata intorno a 7–12 l/min; sopra i 6 mm le miscele argon-elio aiutano la penetrazione.

Parametri di partenza TIG AC
| Spessore | Corrente | Tungsteno | Bacchetta | Argon |
|---|---|---|---|---|
| 1 mm | 40–60 A | 1,6 mm | 1,6 mm | 6–7 l/min |
| 2 mm | 70–100 A | 1,6–2,4 mm | 2,0–2,4 mm | 7–8 l/min |
| 3 mm | 110–140 A | 2,4 mm | 2,4–3,2 mm | 8–10 l/min |
| 4 mm | 140–180 A | 2,4–3,2 mm | 3,2 mm | 10–12 l/min |
| 6 mm | 200–250 A | 3,2 mm | 3,2–4,0 mm | 12 l/min (o Ar-He) |
Una regola facile da ricordare è circa 40 A per ogni millimetro di spessore, da ridurre quando il pezzo si scalda. Il pedale o il comando a distanza sulla torcia qui non sono un lusso: ti permettono di partire forte e calare corrente a metà cordone.
Un esempio pratico: angolo su profilato da 3 mm
Mettiamo di dover chiudere un telaio con profilati quadri 40×40 in lega 6060, spessore 3 mm, a TIG. Bacchetta ER4043 da 2,4 mm, tungsteno da 2,4 mm con punta appena arrotondata, argon a 8–9 l/min. Si parte intorno ai 130 A con bilanciamento al 70% in EN e frequenza 100 Hz. Prima del cordone tre punti di imbastitura per lato. Si accende sul bordo, si aspetta che il bagno diventi lucido e “bagnato” (due o tre secondi, perché il profilato è ancora freddo), poi si avanza aggiungendo bacchetta a tocchi regolari. A metà del lato il pezzo ha preso temperatura: con il pedale si scende verso i 110 A, altrimenti l’angolo si apre. Alla fine si riempie il cratere calando corrente invece di staccare di colpo.
Saldatura MIG dell’alluminio
Il MIG è più veloce e conviene da 2–3 mm in su, soprattutto su cordoni lunghi. Il problema è il filo: l’alluminio è morbido e si piega nella guaina, quindi la saldatrice va preparata.
- Guaina in teflon (o grafite) al posto di quella in acciaio, la più corta possibile.
- Rulli a gola a U, che non schiacciano il filo, con pressione bassa.
- Punta guidafilo maggiorata, perché l’alluminio si dilata e tende a grippare.
- Torcia spool gun (con la bobina sulla pistola) se la saldatrice è piccola o il fascio cavi è lungo.
- Torcia spinta, inclinata di 10–15° nel verso di avanzamento: tirare la torcia sull’alluminio porta fumo nero e porosità.
Il gas è argon puro, intorno a 15–20 l/min. Le macchine con MIG pulsato sono quelle che fanno la differenza: il trasferimento a impulsi permette di saldare spessori sottili senza bucarli e riduce gli spruzzi. Senza pulsato, sotto i 3 mm la saldatura a filo dell’alluminio diventa una lotta. Non esiste un vero filo animato per alluminio senza gas: con la saldatrice a filo senza gas l’alluminio non si salda.
Alluminio con la saldatrice a elettrodo
Esistono elettrodi rivestiti per alluminio (tipo AlSi5 o AlSi12), che si usano in corrente continua con elettrodo al positivo. Funzionano, ma il cordone è irregolare, pieno di scoria da togliere con cura (è corrosiva) e gli elettrodi assorbono umidità con facilità. Vanno bene per riparazioni d’emergenza su pezzi spessi, non per lavori puliti. Per pezzi piccoli e riparazioni leggere una alternativa più pratica è la brasatura con bacchette a bassa temperatura e il cannello a gas.
Alluminio sottile e alluminio di fusione
Lamiere da 1–1,5 mm
Sotto il millimetro e mezzo il problema non è unire, è non bucare. Aiutano tre cose: una barra di rame o di alluminio spesso appoggiata sotto il giunto, che assorbe il calore in eccesso e sostiene il bagno; il TIG pulsato, che alterna corrente alta e bassa e lascia raffreddare il bagno tra un impulso e l’altro; punti di imbastitura ogni 20–30 mm. Bacchetta sottile (1,6 mm) e cordoni a tratti brevi, saltando da una zona all’altra come si fa sulla ghisa.
Getti: carter, scatole, teste e cerchi
I pezzi di fusione sono in leghe alluminio-silicio e hanno due nemici: la porosità interna del getto e l’olio che negli anni è entrato nei pori. Va sgrassato a fondo e scaldato a 100–150 °C per far uscire l’olio, la zona va molata fino a metallo sano e il filo giusto è il 4043 o il 4047, più ricco di silicio. Le crepe si trattano come sulla ghisa: fori di arresto alle estremità e cianfrino fino in fondo. Un caso a parte sono i cerchi in lega: il calore annulla il trattamento termico e la resistenza a fatica non è più garantita, per questo molti costruttori e officine specializzate sconsigliano di saldarli se devono tornare su strada.
Deformazioni: come tenerle sotto controllo
L’alluminio si dilata circa 23 micrometri per metro per ogni grado, quasi il doppio dell’acciaio, e ritira altrettanto quando si raffredda. Su un telaio di un metro, un cordone mal distribuito basta a far uscire il pezzo di squadro di qualche millimetro. Le contromisure sono quelle classiche della carpenteria, ma qui vanno applicate con più rigore:
- imbastitura fitta e simmetrica prima di qualsiasi cordone;
- cordoni alternati sui lati opposti, così le tensioni si compensano;
- contro-deformazione: si inclina leggermente il pezzo nel verso opposto a quello in cui tirerà il cordone;
- morsetti e dime che tengono il pezzo finché è freddo, non solo finché si salda.
Sui pezzi che devono rispettare quote precise conviene misurare dopo ogni fase: una squadra e un comparatore dicono subito se la sequenza sta funzionando, prima che sia troppo tardi per correggere.
Come capire se la saldatura è buona
Un cordone TIG sano sull’alluminio è lucido, con le scaglie regolari, e ha ai lati una sottile fascia opaca e chiara: è la zona dove la fase EP ha rotto l’ossido. Se il cordone è grigio scuro e “sporco”, la pulizia non è bastata; se è opaco e granuloso, c’è stata contaminazione o poco gas. Le cricche superficiali si cercano con i liquidi penetranti, che sull’alluminio funzionano bene. Serbatoi e tubazioni si provano in pressione; nella produzione certificata si passa a radiografie e prove distruttive.
Preparazione: dove si vince o si perde
- Sgrassa con acetone o un detergente specifico, prima di spazzolare: se spazzoli un pezzo unto, spalmi l’olio.
- Togli l’ossido con una spazzola in acciaio inox usata solo per l’alluminio. Una spazzola già passata sull’acciaio lascia particelle di ferro che diventano porosità e corrosione.
- Salda subito. L’ossido si riforma: dopo qualche ora la pulizia va rifatta.
- Tieni il filo all’asciutto. Bobine e bacchette aperte assorbono umidità; conservale chiuse in un sacchetto con gel di silice.
- Preriscalda solo gli spessori grossi. Sopra i 6–10 mm un preriscaldo a 100–150 °C aiuta a partire. Non salire oltre sulle leghe trattate termicamente, che perdono resistenza.
- Imbastisci fitto. Punti ravvicinati e morsetti, perché il pezzo si muove più dell’acciaio.
Difetti più comuni e rimedi
| Difetto | Causa | Rimedio |
|---|---|---|
| Porosità | Umidità, olio, ossido, gas insufficiente o correnti d’aria | Sgrassa, spazzola, filo asciutto, controlla portata e ugello |
| Cordone grigio e “sporco” | Pulizia insufficiente o bilanciamento troppo spinto sulla penetrazione | Aumenta la pulizia AC, pulisci meglio |
| Mancata fusione all’inizio | Pezzo freddo, corrente troppo bassa in partenza | Hot start, più corrente all’innesco, preriscaldo sugli spessori |
| Buco a fine cordone | Calore accumulato | Riduci corrente lungo il cordone, usa il riempimento cratere |
| Cricca al centro del cordone | Lega 6xxx saldata senza filo, o filo sbagliato | Aggiungi sempre filo, usa 4043 |
| Filo che si aggroviglia (MIG) | Guaina in acciaio, rulli a V, pressione alta | Guaina teflon, rulli a U, spool gun |
Per una panoramica su come si riconoscono e si controllano i difetti, compresi quelli interni, vedi la guida ai difetti di saldatura.
Che saldatrice serve per l’alluminio
Per lamiere sottili e lavori di precisione serve una TIG AC/DC inverter con regolazione di bilanciamento e frequenza; per lavori di carpenteria su spessori maggiori una MIG sinergica con programma alluminio, meglio se pulsata e con possibilità di montare la spool gun. Le multiprocesso economiche che dichiarano “anche alluminio” spesso lo fanno solo con spool gun e senza pulsato: leggi bene la scheda. Nella guida alle migliori saldatrici trovi i modelli divisi per processo.
I modelli AC/DC sono confrontati nella guida alle migliori saldatrici TIG; per l’alluminio a filo, con il doppio pulsato, guarda le saldatrici multiprocesso.
Materiale per saldare l’alluminio
- Bacchette TIG ER4043: le più versatili per profilati e getti.
- Filo MIG alluminio ER5356: per strutture e leghe 5xxx.
- Spazzole in acciaio inox: da tenere solo per l’alluminio.
- Saldatrici TIG AC/DC: la macchina giusta per l’alluminio sottile.
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Nel video seguente vedi una saldatura TIG in corrente alternata sull’alluminio, con le regolazioni della macchina spiegate passo per passo:
Domande frequenti
Si può saldare l’alluminio con una saldatrice a filo?
Sì, ma serve filo di alluminio, argon puro, guaina in teflon e rulli a U, meglio ancora una spool gun. Le saldatrici a filo senza gas non saldano l’alluminio.
Si può saldare l’alluminio con la saldatrice a elettrodo?
Con elettrodi specifici per alluminio sì, in corrente continua, ma il risultato è grezzo e adatto solo a riparazioni su pezzi spessi.
Si può saldare l’alluminio con lo stagno?
Lo stagno normale non aderisce all’alluminio. Esistono bacchette zinco-alluminio a bassa temperatura, usate con il cannello a gas, che permettono riparazioni leggere: tecnicamente è una brasatura.
Che gas si usa per saldare l’alluminio?
Argon puro, sia in TIG che in MIG. Per spessori sopra i 6 mm si usano miscele argon-elio, che aumentano il calore e la penetrazione.
Meglio il filo 4043 o 5356?
Il 4043 è più fluido e resiste meglio alle cricche, ideale per profilati 6xxx e getti. Il 5356 è più resistente e adatto alle leghe 5xxx e ai pezzi da anodizzare.
Quanti ampere servono per saldare l’alluminio a TIG?
Come riferimento circa 40 A per millimetro di spessore: 110–140 A per 3 mm, 140–180 A per 4 mm. La corrente va poi ridotta man mano che il pezzo si scalda.
Si può saldare l’alluminio 7075?
No, il 7075 si cricca e non si salda per fusione. Si unisce con rivettatura, incollaggio strutturale o saldatura per attrito. Le leghe 7020 e 7005 invece sono saldabili.
Conclusioni
La saldatura dell’alluminio è meno misteriosa di quanto sembri, ma non perdona le scorciatoie. Riconosci la lega, scegli il filo (4043 per andare sul sicuro, 5356 per resistenza e anodizzazione), pulisci a fondo con una spazzola dedicata e salda subito. In TIG lavora in corrente alternata, in MIG prepara la macchina per un filo morbido e spingi la torcia. E gestisci il calore: tanto all’inizio, meno quando il pezzo ha preso temperatura.
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