In sintesi: nella saldatura a filo MIG/MAG un filo continuo fa da elettrodo e da materiale d’apporto, e un gas protegge il bagno. Se il gas è inerte (argon) si parla di MIG, se è attivo (CO2 o miscele argon-CO2) di MAG: sull’acciaio si usa quasi sempre il MAG con miscela argon + 18% CO2. Per partire: filo da 0,8 mm fino a 3 mm di spessore, da 1,0 mm oltre; tensione e velocità del filo dalla tabella dei parametri; filo che sporge 10–15 mm dall’ugello; gas a 10–15 l/min. È il processo più produttivo per la carpenteria e il più facile da imparare.
La saldatrice a filo è la macchina che si trova in quasi tutte le officine, dalla carrozzeria al carpentiere, fino al garage di chi ripara il rimorchio o costruisce un cancello. Si preme il pulsante, il filo esce da solo e il cordone avanza: dopo un’ora con il TIG sembra quasi troppo facile. Infatti è facile fare un cordone che sembra bello e non tiene. La differenza tra un cordone estetico e una saldatura che regge sta tutta nelle regolazioni: tensione, velocità del filo, gas e posizione della torcia.
Partiamo da come funziona e dalla differenza, spesso fraintesa, tra MIG e MAG. Poi gas e filo, il modo in cui il metallo passa dal filo al pezzo, una tabella di parametri per spessore e i difetti che capitano più spesso, ognuno con la sua causa.
Come funziona la saldatura a filo
Una bobina di filo dentro la saldatrice viene spinta da un trainafilo con dei rulli, passa nella guaina del fascio cavi e arriva alla torcia. Nell’ultima parte, la punta guidafilo in rame passa la corrente al filo. L’arco scocca tra la punta del filo e il pezzo, il filo fonde e si deposita nel bagno, mentre il gas che esce dall’ugello tiene lontana l’aria.
Le saldatrici a filo lavorano a tensione costante: tu imposti la tensione e la velocità del filo, e la corrente si adatta di conseguenza. Più veloce va il filo, più corrente assorbe l’arco. È il motivo per cui sulle macchine tradizionali le manopole sono due (tensione e velocità filo), mentre le sinergiche chiedono solo spessore, filo e gas e regolano il resto da sole, lasciando una correzione fine.
Nelle norme ISO 4063 il processo ha più numeri: 131 per il MIG con filo pieno, 135 per il MAG con filo pieno, 136 e 138 per il MAG con filo animato o metal-cored, 114 per il filo animato senza gas.
MIG o MAG: la differenza è il gas
La macchina è la stessa. Cambia il gas, e con il gas cambia il processo.
- MIG (Metal Inert Gas): gas inerte, che non reagisce con il bagno. Argon puro o argon-elio. Si usa per alluminio, rame e loro leghe, e per la saldobrasatura con filo al bronzo.
- MAG (Metal Active Gas): gas attivo, cioè anidride carbonica pura o miscele di argon con CO2 o ossigeno. La componente attiva stabilizza l’arco, migliora la penetrazione e il bagnamento sull’acciaio. È il processo standard per acciaio al carbonio e inox.
Nel linguaggio di officina “MIG” si usa per tutto, ma se saldi ferro con la bombola di miscela stai facendo MAG.
Quale gas usare
I gas di protezione sono classificati dalla norma EN ISO 14175. Le sigle che trovi sulle bombole dicono la composizione.
Tutte le miscele, le sigle e quanto dura una bombola sono nella guida al gas per saldatura.
| Gas | Sigla EN ISO 14175 | Per cosa | Caratteristiche |
|---|---|---|---|
| Argon + 15–25% CO2 (tipico 18%) | M21 | Acciaio al carbonio, uso generale | Il più usato: arco stabile, pochi spruzzi, buona penetrazione |
| Argon + 5–15% CO2 (tipico 8%) | M20 | Lamiera sottile, spray arc, pulsato | Meno spruzzi, cordone più piatto |
| CO2 pura | C1 | Acciaio, lavori economici | Penetrazione profonda ma molti spruzzi, cordone più ruvido |
| Argon + 2% CO2 o O2 | M12 / M13 | Acciaio inox | Protegge l’inox senza aggiungere troppo carbonio |
| Argon puro | I1 | Alluminio, rame, saldobrasatura | Gas inerte: MIG vero |
| Argon + elio | I3 | Alluminio spesso, rame | Arco più caldo, più penetrazione |
La portata giusta è intorno a 10–15 l/min con un ugello normale; in pratica circa dieci volte il diametro del filo in litri al minuto. Più gas non è meglio: oltre una certa portata il flusso diventa turbolento e richiama aria. All’aperto, anche un filo di vento porta via la protezione: o si ripara la zona o si passa al filo animato senza gas o all’elettrodo.
Quale filo usare
| Materiale | Filo tipico | Gas | Note |
|---|---|---|---|
| Acciaio al carbonio | G3Si1 / ER70S-6 (filo ramato) | M21 | Il filo “standard” da officina |
| Inox 304 | 308LSi | M12 o M13 | Silicio più alto per un bagno più fluido |
| Inox 316 | 316LSi | M12 o M13 | Per ambienti più aggressivi |
| Alluminio | 4043 o 5356 | Argon | Serve guaina in teflon e rulli a U |
| Lamiere zincate (saldobrasatura) | CuSi3 | Argon | Brucia molto meno lo zinco |
| Acciaio all’aperto | Filo animato autoprotetto (E71T-GS, E71T-11) | Nessuno | Di solito torcia al negativo (DC−) |
Il diametro si sceglie sullo spessore: 0,6 mm per carrozzeria e lamiere sotto il millimetro, 0,8 mm fino a 3–4 mm, 1,0 mm per la carpenteria media, 1,2 mm per spessori e produzione. Per l’alluminio le regole cambiano parecchio: trovi tutto nella guida alla saldatura dell’alluminio. Sulle zincate e le giunzioni miste vedi la guida alla brasatura e saldobrasatura.
Sigle, diametri, bobine e come riconoscere un filo buono: c’è una guida dedicata al filo per saldatura.
I modi di trasferimento del metallo
Lo stesso filo, con regolazioni diverse, si stacca e arriva al bagno in modi diversi. Capirli è la chiave per regolare la macchina.
- Corto circuito (short arc). Con tensione e corrente basse il filo tocca il bagno, va in corto, si stacca e riaccende l’arco, molte decine di volte al secondo. È il classico rumore “a frittura”. Poco calore: ideale per lamiere sottili e per saldare in posizione.
- Globulare. Nella zona intermedia la goccia diventa più grossa del filo e cade in modo irregolare, con molti spruzzi. È la regolazione da evitare.
- Spray arc. Con tensione e corrente alte e un gas ricco di argon il metallo si stacca in una pioggia di gocce finissime. Niente spruzzi, molta penetrazione, rumore come un sibilo. Va bene per gli spessori, ma solo in piano o in orizzontale perché il bagno è grande e liquido.
- Pulsato. La macchina alterna corrente di picco e di base, staccando una goccia per ogni impulso. Unisce i pregi dello spray con meno calore: lamiera sottile, inox, alluminio.

Le regolazioni: tensione, velocità del filo e il resto
- Velocità del filo: decide la corrente e quindi quanto metallo depositi e quanto penetri.
- Tensione: decide la lunghezza dell’arco e la forma del cordone. Troppo bassa, il filo “picchia” sul pezzo e il cordone viene alto e stretto; troppo alta, l’arco è lungo, il cordone si appiattisce e aumentano gli spruzzi. Per il corto circuito con miscela argon-CO2 come punto di partenza usa la tabella qui sotto: a 120 A, per esempio, si lavora intorno ai 19–20 V.
- Lunghezza libera del filo (stick-out): la distanza tra punta guidafilo e pezzo, 10–15 mm in corto circuito, fino a 15–20 mm in spray. Allungandola la corrente cala: è un regolatore fine che si usa senza toccare la macchina.
- Induttanza, quando c’è: più alta rende l’arco più morbido e il bagno più fluido, più bassa lo rende più secco e penetrante.
- Burnback: il tempo in cui l’arco resta acceso dopo che il filo si è fermato. Se il filo si incolla al cordone a fine passata è troppo corto, se si incolla alla punta guidafilo è troppo lungo.
Parametri di partenza per l’acciaio (MAG con M21)
| Spessore | Filo | Corrente | Tensione | Velocità filo |
|---|---|---|---|---|
| 1 mm | 0,8 mm | 50–70 A | 15–16 V | 3–4 m/min |
| 2 mm | 0,8 mm | 80–110 A | 17–18 V | 4,5–6 m/min |
| 3 mm | 0,8–1,0 mm | 110–150 A | 18–20 V | 5–7 m/min |
| 4 mm | 1,0 mm | 140–180 A | 19–21 V | 5–7 m/min |
| 6 mm | 1,0 mm | 180–220 A | 21–24 V | 7–9 m/min |
| 8 mm e oltre | 1,0–1,2 mm | 220–280 A, più passate | 24–28 V (spray) | 8–11 m/min |
I valori servono a partire, poi si aggiusta ascoltando e guardando. Un arco regolato bene in corto circuito fa un crepitio regolare e fitto, come pancetta in padella; uno scoppiettio irregolare con gocce che schizzano vuol dire tensione troppo alta o velocità del filo troppo bassa.
La tecnica: spingere o tirare la torcia
La torcia si tiene inclinata di 10–20° rispetto alla verticale. La domanda è da che parte.
- Spingere (torcia inclinata in avanti, nel verso di avanzamento): il cordone viene più piatto e largo, la penetrazione minore, la visibilità del giunto migliore. È la tecnica preferita sulle lamiere sottili, sull’alluminio e in generale con il filo pieno.
- Tirare (torcia inclinata all’indietro): più penetrazione, cordone più alto e stretto. Si usa con il filo animato, che produce scoria: la regola di officina dice “se c’è scoria, tira”.
Sugli angoli la torcia sta sulla bisettrice, a 45° tra le due lamiere. In verticale sulla lamiera sottile si salda in discesa, sugli spessori in salita. Muoviti a velocità costante tenendo l’arco sul bordo anteriore del bagno: se resti indietro, sopra il bagno, il metallo si appoggia sul pezzo freddo senza fondersi con lui.
Prima di saldare: preparare la macchina
- Polarità. Filo pieno: torcia al positivo (DC+). Filo animato senza gas: quasi sempre torcia al negativo (DC−), ma controlla la confezione.
- Rulli giusti. Gola a V per filo pieno d’acciaio, a U per alluminio, zigrinata per filo animato. Diametro della gola uguale al filo.
- Pressione dei rulli. Quel tanto che basta perché il filo non slitti. Troppa pressione schiaccia il filo e lo fa inceppare.
- Punta guidafilo del diametro del filo, pulita e non ovalizzata.
- Ugello pulito dagli spruzzi, con uno spray o una pasta antiadesiva.
- Massa vicina al giunto, su metallo pulito.
Difetti più comuni e come correggerli
| Difetto | Causa probabile | Rimedio |
|---|---|---|
| Porosità | Gas assente o scarso, vento, ugello sporco, pezzo unto o arrugginito | Controlla bombola e portata, ripara dal vento, pulisci ugello e pezzo |
| Molti spruzzi | Tensione sbagliata, CO2 pura, filo che sporge troppo | Correggi la tensione, usa M21, accorcia lo stick-out |
| Cordone alto e stretto | Tensione bassa, avanzamento veloce | Alza la tensione, rallenta |
| Mancanza di fusione ai lati | Corrente bassa, arco dietro al bagno, torcia troppo inclinata | Più corrente, arco sul bordo anteriore del bagno |
| Buchi su lamiera sottile | Troppo calore | Filo da 0,6–0,8, tensione più bassa, cordoni a punti |
| Filo che si incolla alla punta | Burnback lungo, punta usurata | Riduci il burnback, cambia la punta |
| Filo che avanza a scatti | Guaina sporca, rulli sbagliati, fascio cavi piegato | Pulisci o cambia guaina, controlla rulli e pressione |
Il difetto più insidioso del MIG è la mancanza di fusione sugli spessori saldati in corto circuito: il cordone sembra perfetto ma è appoggiato sul pezzo. Per riconoscerlo e per gli altri difetti interni vedi la guida ai difetti di saldatura.
MIG/MAG, TIG o elettrodo?
La saldatura a filo è la scelta migliore per carpenteria, telai, strutture, rimorchi, carrozzeria: veloce, pulita, facile da imparare. Il TIG resta superiore per estetica, inox sottile e alluminio di precisione. L’elettrodo vince all’aperto e in cantiere, dove non si porta la bombola. Per un quadro di tutti i processi parti dalla guida alla saldatura.
Cosa serve per iniziare
Una saldatrice a filo inverter da 160–200 A copre la maggior parte dei lavori fino a 6–8 mm; meglio se sinergica e con la possibilità di usare sia filo pieno con gas sia filo animato. Una bombola di miscela argon-CO2 con riduttore, una scorta di punte guidafilo e uno spray antiadesivo completano il kit. Nella guida alle migliori saldatrici trovi i modelli a filo divisi per fascia.
Se devi ancora comprare la macchina, confronta i modelli nella guida alle migliori saldatrici a filo o, se vuoi anche TIG ed elettrodo, in quella alle saldatrici multiprocesso.
Materiale per saldare a filo
- Filo ramato G3Si1 da 0,8 mm: la bobina da tenere in macchina per l’acciaio.
- Punte guidafilo da 0,8 mm: si consumano, conviene averne una scorta.
- Spray antiadesivo per saldatura: protegge ugello e pezzo dagli spruzzi.
- Saldatrici a filo inverter sinergiche: per chi parte da zero.
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Nel video come si imposta una saldatrice a filo continuo, dalla scelta del filo alle regolazioni:
Domande frequenti
Che differenza c’è tra saldatura MIG e MAG?
La macchina e il filo sono gli stessi, cambia il gas: nel MIG si usa un gas inerte come l’argon (alluminio, rame), nel MAG un gas attivo come CO2 o argon-CO2 (acciaio e inox).
Che gas si usa per saldare il ferro a filo?
La miscela più usata è argon con il 18% di CO2 (M21). La CO2 pura costa meno ma produce più spruzzi.
Quanti ampere servono per saldare 3 mm a filo?
Indicativamente 110–150 A con filo da 0,8–1,0 mm e una tensione di 18–20 V.
Che filo usare per la saldatrice a filo?
Per l’acciaio il filo ramato G3Si1 (ER70S-6) da 0,8 mm fino a 3–4 mm di spessore, da 1,0 mm oltre. Per inox e alluminio servono fili specifici.
Si può saldare a filo senza gas?
Sì, con il filo animato autoprotetto, che contiene un flusso che genera la protezione. Si usa di solito con la torcia al negativo (DC−), al contrario del filo pieno, fa più fumo e lascia scoria, ma funziona anche all’aperto.
Meglio saldare a filo spingendo o tirando?
Con il filo pieno di solito si spinge, per un cordone più piatto e una visione migliore del giunto. Con il filo animato, che produce scoria, si tira.
Perché la saldatrice a filo fa tanti spruzzi?
Le cause più comuni sono la tensione regolata male rispetto alla velocità del filo, l’uso di CO2 pura e una lunghezza libera del filo eccessiva.
Conclusioni
La saldatura a filo è facile da iniziare e difficile da fare davvero bene. Contano il gas giusto (M21 per l’acciaio), il filo del diametro adatto allo spessore, una tensione accordata con la velocità del filo e una torcia che tiene l’arco sul davanti del bagno. È questo che separa un cordone che sembra buono da uno che lo è. Parti dalla tabella, ascolta l’arco, guarda la forma del cordone e correggi una cosa alla volta.
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