In sintesi: per saldare serve una maschera con filtro autoscurante conforme alla norma EN 379: a riposo è chiara (tinta 3–4) e si scurisce da sola in una frazione di millisecondo quando parte l’arco. La tinta va scelta in base a processo e corrente, di solito tra DIN 9 e 13: 10–11 per elettrodo e filo sulle correnti comuni, 11–12 per il TIG oltre i 50 A. Guarda le classi ottiche (1/1/1/1 è il massimo), il numero di sensori (meglio 4), la regolazione di sensibilità e ritardo e l’area visiva. Una buona maschera per hobby costa 40–100 €, una professionale 200–500 €.
La maschera è l’attrezzo che si sceglie per ultimo e si usa più di tutti. Chi comincia spesso compra la saldatrice giusta e la prima maschera che capita, poi si ritrova a saldare con il collo piegato per vedere qualcosa, con un filtro troppo scuro o troppo lento, e con gli occhi che bruciano a fine giornata. L’arco elettrico emette ultravioletti e infrarossi che danneggiano occhi e pelle anche se la luce visibile non sembra fastidiosa: la maschera non è un accessorio, è il primo dispositivo di protezione.
Per scegliere bene servono poche cose: capire come funziona un filtro autoscurante, saper leggere la marcatura stampata sul vetro e sapere che tinta usare con ogni processo. Il resto dipende da quanto e da come saldi, e lo vediamo caso per caso. Le regole generali su DPI, fumi e ambiente sono nella guida alla sicurezza in saldatura.
Maschera passiva o autoscurante
- Passiva. Un vetro scuro fisso, di solito DIN 10 o 11. Costa pochissimo e non ha elettronica che si guasta, ma attraverso il vetro non si vede niente finché l’arco non è acceso: bisogna posizionare l’elettrodo, abbassare la maschera con un colpo di testa e accendere quasi alla cieca.
- Autoscurante. Un filtro a cristalli liquidi chiaro a riposo, che si scurisce automaticamente quando i sensori vedono l’arco. Si lavora sempre con la maschera abbassata, si vede il giunto prima di accendere e si hanno le mani libere. Per chiunque saldi più di qualche volta l’anno, è la scelta giusta.
Anche i filtri autoscuranti, quando sono spenti o guasti, garantiscono comunque la protezione da UV e IR: il buio arriva in ritardo, ma la radiazione invisibile è bloccata sempre. Ciò vale per filtri certificati; per quelli senza marcatura non c’è nessuna garanzia.
Come si legge la marcatura EN 379
La norma EN 379 riguarda i filtri automatici per saldatura; il corpo della maschera fa riferimento alla EN 175. Sul filtro trovi una marcatura del tipo 4/9–13 ABC 1/1/1/1 EN 379. Il primo numero è la tinta a riposo, poi la gamma di tinte in saldatura, la sigla del fabbricante e quattro cifre di qualità ottica.

- Prima cifra – classe ottica: quanto è nitida e priva di distorsioni la visione.
- Seconda cifra – diffusione della luce: quanto l’immagine è “lattiginosa”.
- Terza cifra – omogeneità: quanto la tinta è uniforme su tutta l’area.
- Quarta cifra – dipendenza dall’angolo: quanto la tinta cambia guardando di lato.
Ogni cifra va da 1 (migliore) a 3. Le maschere economiche sono spesso 1/2/1/2 o 1/1/1/3; le buone 1/1/1/2; le migliori 1/1/1/1. La quarta cifra si nota soprattutto saldando in posizione o in spazi stretti, quando si guarda attraverso il filtro di sbieco.
Che tinta usare: la tabella
| Processo | Corrente | Tinta DIN consigliata |
|---|---|---|
| Elettrodo (MMA) | 40–80 A | 10 |
| Elettrodo (MMA) | 80–175 A | 11 |
| Elettrodo (MMA) | 175–300 A | 12 |
| MIG/MAG su acciaio | 80–125 A | 10–11 |
| MIG/MAG su acciaio | 125–250 A | 11–12 |
| MIG su alluminio | 100–250 A | 12–13 |
| TIG | fino a 40 A | 9–10 |
| TIG | 40–150 A | 11–12 |
| TIG | oltre 150 A | 12–13 |
| Taglio plasma | fino a 60 A | 9–11 |
| Saldatura e brasatura ossiacetilenica | — | 4–6 (occhiali) |
| Molatura | — | modalità “grind”, stato chiaro |
La tabella è un punto di partenza. La regola pratica è iniziare più scuro e schiarire di un numero alla volta finché vedi bene il bagno senza fastidio. Con il MIG sull’alluminio e con il TIG ad alta corrente la luce è molto più intensa che con l’elettrodo alla stessa corrente: serve una tinta più alta.
Le caratteristiche che contano davvero
- Tempo di commutazione. Il tempo che il filtro impiega a scurirsi. Quasi tutti i filtri moderni dichiarano 1/25.000 di secondo o meno: non è più un elemento che fa la differenza, purché sia dichiarato.
- Numero di sensori. Con due sensori basta il braccio o un pezzo davanti a uno di essi per far tornare chiaro il filtro nel momento sbagliato. Quattro sensori reagiscono meglio in posizione, negli angoli e con il TIG a bassa corrente.
- Sensibilità. Regola quanta luce serve per scurire il filtro. Alta per TIG a pochi ampere, più bassa per lavorare vicino ad altri saldatori o sotto luci forti.
- Ritardo (delay). Quanto tempo il filtro resta scuro dopo lo spegnimento. Corto per le puntature, più lungo con correnti alte, dove il bagno resta incandescente qualche istante.
- Soglia TIG. Molte maschere economiche non reagiscono sotto i 10–20 A. Se saldi a TIG lamiera sottile cerca un filtro dichiarato per correnti da 5 A.
- Area visiva. 90×35 mm è il minimo, 100×60 mm è comoda, oltre 100×80 mm cambia davvero il modo di lavorare.
- Colore del filtro. I filtri “true color” riducono la dominante verde e rendono più facile distinguere bagno, bordi e scoria.
- Peso e bardatura. Una maschera da 450 g e una da 650 g, dopo un pomeriggio, non sono la stessa cosa. La bardatura deve stringere senza fare male e restare su quando alzi e abbassi la testa.
- Alimentazione. Solare con batteria tampone o a batterie sostituibili: le batterie al litio a bottone si trovano ovunque, le batterie saldate dentro no.
Quale maschera per quale uso
| Profilo | Cosa cercare | Prezzo indicativo |
|---|---|---|
| Uso occasionale, elettrodo e filo | Autoscurante 9–13 regolabile, classe almeno 1/2/1/2, marcatura EN 379 | 30–60 € |
| Hobby frequente, più processi | 4 sensori, 1/1/1/2, true color, sensibilità e ritardo regolabili, area da 100×60 mm | 60–150 € |
| Officina, TIG e lavori in posizione | 1/1/1/1, soglia TIG da 5 A, area grande, peso contenuto, ricambi disponibili | 200–500 € |
| Uso intensivo, fumi (inox, zincati) | Maschera ventilata con respiratore (PAPR) e filtro antiparticolato | da alcune centinaia a oltre mille euro |
Nella fascia alta i nomi ricorrenti sono quelli dei grandi produttori di DPI e saldatrici (3M Speedglas, Optrel, Esab, Lincoln, tra gli altri). Nelle fasce basse la differenza la fanno la marcatura e la disponibilità dei vetrini di ricambio, più del marchio.
Come regolare la maschera prima di saldare
- Bardatura. Regola la circonferenza dietro la nuca e l’archetto superiore in modo che la maschera non scivoli quando abbassi la testa. La distanza tra occhi e filtro deve essere di qualche centimetro: troppo vicino si appanna, troppo lontano si riduce il campo visivo.
- Angolo di chiusura. Con la maschera abbassata il filtro deve stare davanti agli occhi, non sopra. Se devi alzare lo sguardo per vedere il pezzo, regola l’inclinazione.
- Tinta. Imposta il valore della tabella per il tuo processo e la tua corrente, poi aggiusta di un numero dopo i primi cordoni.
- Sensibilità. Parti a metà. Se il filtro sfarfalla durante la saldatura o si schiarisce a tratti, aumentala; se si scurisce per le luci dell’officina o per l’arco del collega, abbassala.
- Ritardo. Corto (0,1–0,3 s) per puntature e lavori a tratti; più lungo (0,5–1 s) con correnti alte, quando il bagno resta luminoso per un attimo dopo lo spegnimento.
- Prova. Con il tasto di test o accendendo l’arco su un ritaglio, prima del pezzo vero.
Maschere ventilate e protezione dai fumi
La maschera protegge occhi e viso, ma non i polmoni. Chi salda molte ore, soprattutto inox, acciai zincati o verniciati e in spazi chiusi, respira fumi che contengono ossidi metallici, cromo esavalente nel caso dell’inox, zinco nel caso dei zincati. L’aspirazione localizzata vicino all’arco è la prima difesa. Quando non basta, la soluzione più comoda è la maschera ventilata con respiratore a ventilazione assistita (PAPR, norma EN 12941): un’unità alla cintura aspira l’aria attraverso un filtro antiparticolato e la soffia dentro la maschera. Oltre a filtrare, rinfresca il viso e riduce l’appannamento, ed è per questo che chi la prova difficilmente torna indietro.
Un’alternativa più economica è un facciale filtrante FFP2 o FFP3 adatto ai fumi di saldatura, sotto una maschera abbastanza profonda da contenerlo. È meno comodo per molte ore di lavoro, ma molto meglio di niente.
Proteggere chi sta intorno
L’arco non colpisce solo chi salda. Chi lavora nella stessa zona, chi passa e chi guarda “solo un attimo” può prendere un colpo d’arco: dopo qualche ora gli occhi bruciano come se ci fosse sabbia dentro e la luce diventa insopportabile. In officina si usano tende o schermi per saldatura che delimitano la postazione; a casa basta tenere lontani curiosi e animali e lavorare con uno schermo tra l’arco e il resto dell’ambiente. Chi aiuta tenendo un pezzo deve avere anche lui una maschera o occhiali con filtro adeguato.
Errori comuni con la maschera
- Comprare una maschera senza marcatura EN 379. Il prezzo basso a volte si paga con un filtro che non protegge come dovrebbe.
- Usare una tinta troppo chiara “per vedere meglio”. Gli occhi si affaticano e a lungo andare si danneggiano.
- Lasciare il vetrino esterno pieno di spruzzi. Si vede male e si aumenta la tinta per compensare la luce sparsa: si cambia, costa pochi euro.
- Scalpellare la scoria con la maschera alzata. Le schegge di scoria sono la causa più frequente di infortuni agli occhi: sotto la maschera servono sempre occhiali di sicurezza EN 166.
- Dimenticare chi sta intorno. I colleghi e chi guarda devono essere protetti con schermi o tende: il “colpo d’arco” brucia la cornea anche da qualche metro.
Manutenzione
Pulisci i sensori e il filtro con un panno morbido, senza solventi. Cambia il vetrino esterno quando è segnato dagli spruzzi e quello interno quando si opacizza. Controlla la batteria prima dei lavori lunghi; molte maschere hanno un tasto di prova. Conserva la maschera al riparo da urti e dal sole diretto quando non la usi: il filtro a cristalli liquidi teme il caldo eccessivo.
Maschere e ricambi
- Maschere autoscuranti con 4 sensori e true color: il miglior compromesso per l’hobby frequente.
- Maschere con filtro 1/1/1/1: per chi salda molto e a TIG.
- Vetrini protettivi di ricambio: da cambiare appena si segnano.
- Occhiali di sicurezza EN 166: da portare sotto la maschera quando togli la scoria.
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Nel video le sigle dei filtri autoscuranti spiegate una per una, dalla classe ottica al ritardo:
Domande frequenti
Che tinta usare per saldare a elettrodo?
Con le correnti più comuni, tra 80 e 175 A, una tinta DIN 11. Sotto gli 80 A va bene la 10, sopra i 175 A la 12.
Cosa vuol dire 1/1/1/1 su una maschera?
Sono le quattro classi di qualità ottica del filtro secondo la EN 379: nitidezza, diffusione della luce, omogeneità della tinta e dipendenza dall’angolo di visione. 1 è il valore migliore in ciascuna.
Una maschera autoscurante economica è sicura?
Se è marcata EN 379 e CE protegge dai raggi UV e IR anche quando il filtro non si scurisce. Le differenze con quelle costose riguardano qualità della visione, velocità di reazione nelle situazioni difficili e comfort.
Quanti sensori deve avere una maschera?
Due bastano per elettrodo e filo in piano. Per TIG, lavori in posizione e angoli sono preferibili quattro sensori, che reagiscono anche quando uno è coperto.
Che maschera serve per il TIG?
Una maschera autoscurante con soglia di attivazione bassa (dichiarata per correnti da 5 A), buona classe ottica e tinte fino a 13 per le correnti alte.
Ogni quanto si cambiano i vetrini?
Il vetrino esterno quando è segnato dagli spruzzi o graffiato, anche ogni poche settimane se si salda molto. Quello interno più raramente, quando si opacizza.
Serve la maschera anche per la brasatura?
Per la brasatura e la saldatura con il cannello bastano occhiali con filtro di tinta 4–6. La maschera per saldatura ad arco è troppo scura per questi lavori.
Conclusioni
La maschera giusta è autoscurante, marcata EN 379, con una tinta adatta al tuo processo e un filtro che ti lascia vedere bene il bagno. Se saldi poco, una buona maschera da qualche decina di euro fa il suo lavoro. Se saldi spesso, a TIG o in posizione, investire in quattro sensori, classe ottica 1/1/1/1 e un’area visiva ampia cambia la qualità dei cordoni e la fatica a fine giornata. In ogni caso tieni pulito il vetrino esterno e porta sempre gli occhiali sotto.
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