Alesametro a due o tre punti: quale scegliere e come si usa
In breve
L’alesametro a due punti è un comparatore: si azzera su un anello di riscontro o su un micrometro e mostra di quanto il foro si scosta da quella misura. È l’unico dei due che vede l’ovalizzazione e, con le aste di prolunga, entra nei fori profondi.
Quello a tre punti si centra da solo e dà la misura diretta: è più veloce e ripetibile, ma su un foro ovale legge una specie di media e l’errore non lo vedi. In pratica: due punti per cercare gli errori di forma e per i fori profondi, tre punti per controllare tanti pezzi uguali.
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Con il calibro un foro H7 non lo misuri davvero: i becchi toccano su due linee sottili e basta stare un filo fuori asse perché la lettura cambi di qualche centesimo. Quando la tolleranza scende a due o tre centesimi, o il foro è profondo, serve un alesametro.
Molti pensano che quello a tre punti sia migliore perché costa di più. In realtà i due strumenti vedono errori diversi, e usare quello sbagliato vuol dire non accorgersi di un foro fuori forma. Si dà per scontato che tu sappia leggere un micrometro; se serve un ripasso c’è la guida al micrometro.
Come sono fatti
Alesametro a due punti
È lo strumento classico del tornitore e del rettificatore: un’asta lunga con il comparatore in cima e la testa di misura in fondo. La testa ha un tastatore mobile da una parte e un’incudine fissa, intercambiabile, dall’altra.
Funziona per confronto. Non ti dice «il foro è 50,00 mm», ti dice «il foro è 2 centesimi più grande del riferimento su cui l’hai azzerato». Un ponte di centraggio a molla lo tiene sul diametro; a te resta da trovare il punto di inversione facendolo oscillare. Se vuoi vederlo in mano, c’è un video sulla misura dei diametri interni con il due punti.
Alesametro a tre punti
Sembra un micrometro con una testa cilindrica da cui escono tre tastatori a 120°. Girando il tamburo, o leggendo il display nei modelli digitali, ottieni la misura diretta. Le tre punte lo centrano da sole sull’asse del foro, quindi non c’è niente da far oscillare. In officina molti lo chiamano Holtest, dal nome commerciale dei modelli Mitutoyo.
Due punti o tre punti: cosa vede ciascuno
Uno strumento migliore in assoluto non c’è: dipende dall’errore che devi trovare.
Ovalizzazione: vince il due punti
Su un foro ovale il due punti, ruotato nel foro, passa dal diametro minimo al massimo e la lancetta lo mostra. Il tre punti invece fa una specie di media: puoi leggere 50,00 mm su un foro che da una parte misura 49,97 e dall’altra 50,03. Se stai rettificando e devi correggere la forma, usa il due punti.
Foro a tre lobi: vince il tre punti
Un foro trilobato, a forma di triangolo arrotondato, è un difetto tipico della rettifica senza centri o di un pezzo sottile stretto troppo nel mandrino a tre griffe. Ha la stessa larghezza in ogni direzione, quindi il due punti legge sempre lo stesso valore e non si accorge di niente. Il tre punti, ruotato nel foro, i lobi li sente. Per misurare davvero la rotondità serve comunque un rotondimetro.
Ripetibilità: vince il tre punti
Con il due punti la misura dipende dalla mano: il punto di inversione va sentito, e due operatori possono leggere qualche micron di differenza sullo stesso foro. Il tre punti ha la frizione, che dà sempre la stessa forza di misura, e si centra da solo. Su tanti pezzi uguali è più affidabile.
Fori profondi: vince il due punti
Il due punti si allunga con le aste di prolunga ed entra in fori molto profondi. Il tre punti senza prolunghe arriva di solito a 100–150 mm di profondità; le prolunghe esistono, ma lo strumento perde rigidità.
Alesametri e accessori
Il campo di misura si sceglie in base ai fori che controlli più spesso. Senza un anello di riscontro, o un micrometro per l’azzeramento, le letture valgono poco.
- Alesametro a due punti con comparatore: per ovalizzazione, conicità e fori profondi
- Alesametro a tre punti: misura diretta e ripetibile, per i controlli in serie
- Anello di riscontro: per azzerare senza l’errore del micrometro
- Comparatore millesimale: da montare sul due punti per leggere il micron
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Come si azzera
L’errore più frequente si fa prima ancora di misurare, nell’azzeramento.
Due punti, sul micrometro
- Porta un micrometro per esterni alla misura nominale, per esempio 50,00 mm, e bloccalo su un supporto.
- Infila la testa dell’alesametro tra le facce del micrometro.
- Fallo oscillare finché trovi il punto di inversione, dove la lancetta cambia verso: lì la distanza è minima.
- Restando sul punto di inversione, gira la ghiera e porta lo zero sotto la lancetta.
È il metodo più economico, ma all’errore dell’alesametro si somma quello del micrometro, e tenere due tastatori sferici fra due facce piane non è comodo.
Due punti, sull’anello di riscontro
Si infila l’alesametro in un anello certificato, per esempio Ø 50,000 mm, si oscilla, si trova il punto di inversione e si azzera. L’errore di geometria del micrometro sparisce. Per tolleranze IT6 e più strette è il metodo da usare.
Tre punti
Pulisci bene le punte e l’anello di riscontro, che di solito è nel kit, inserisci lo strumento e chiudi con la frizione. Se la lettura non coincide con il valore dell’anello, correggila con la chiave in dotazione o, nei modelli digitali, con il tasto di preset.
Come si misura un foro
Una misura sola non basta: il foro è un cilindro, e gli errori possono stare in profondità.
Il diametro
Con il due punti fai oscillare lo strumento nel piano che contiene l’asse del foro: la lettura scende, tocca un minimo e risale. Quel minimo, con l’asta perpendicolare all’asse, è il diametro; al centraggio laterale pensa il ponte. Con il tre punti inserisci, chiudi con la frizione e leggi.
La conicità
Misura a tre profondità: appena dentro l’imbocco, senza far uscire i tastatori, a metà e in fondo, vicino allo spallamento o all’uscita. Se leggi 50,00, 50,02 e 50,04 mm il foro ha una conicità di 0,04 mm. Di solito la causa è l’usura dell’utensile o la flessione della barra di alesatura.
L’ovalizzazione
Alla stessa profondità misura, ruota lo strumento di 90° e misura di nuovo: la differenza fra le due letture è l’ovalizzazione. Va fatta con il due punti, perché il tre punti l’ovale non lo vede.
Manutenzione
- Comparatore: nel due punti è il pezzo più delicato, e un colpo può danneggiare la cremagliera.
- Punte: nel tre punti si consumano, più in fretta se misuri ghisa o materiali abrasivi. Quando sono usurate lo strumento legge giusto sull’anello, dove l’hai azzerato, e sbaglia sui diametri diversi: è un errore di linearità.
- Pulizia: l’olio vecchio nella testa del due punti si addensa e il tastatore comincia a muoversi a scatti. A quel punto va smontato e pulito, meglio da un centro assistenza.
Conta anche la temperatura: un’asta tenuta a lungo in mano si scalda e si allunga. Se ne parla nella guida sui piani di riscontro e gli effetti della temperatura.
Domande frequenti
Cos’è un alesametro e quando serve?
È uno strumento per misurare i diametri interni. A differenza del tampone passa/non passa, che dice solo se il foro è buono o no, l’alesametro dà il valore e permette di vedere conicità e ovalizzazione. Si usa su fori alesati, sedi di cuscinetti e cilindri, con risoluzione da 0,01 a 0,001 mm a seconda del modello.
Posso misurare le filettature interne con l’alesametro?
Con quello standard no: le punte toccherebbero la cresta o il fondo del filetto a caso. Per il diametro medio di una filettatura interna si usano tamponi filettati passa/non passa oppure strumenti con tastatori sagomati sul passo.
Perché il mio alesametro a due punti non ripete la misura?
Se a ogni inserimento leggi un valore diverso, con scarti di un paio di centesimi, di solito la causa è una di queste: il ponte di centraggio ha le molle stanche e non centra più, il tastatore è sporco e non scorre bene, oppure l’asta si è scaldata perché l’hai tenuta in mano troppo a lungo.
Che risoluzione si può ottenere con un alesametro?
Con un tre punti digitale di buona marca, come Mitutoyo o Bowers, si arriva a 0,001 mm. Con il due punti dipende dal comparatore che monti: con un millesimale leggi il micron, ma la ripetibilità meccanica di aste e rinvii resta sui 2–3 micron. Da uno strumento economico il micron non aspettartelo.
Per gli altri strumenti di controllo c’è la guida agli strumenti di misura; per i limiti dei fori, la tabella H7 con calcolatore.
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