Tornio: cos’è, come funziona, parti e tipi di tornio

In sintesi: il tornio è la macchina utensile in cui il pezzo gira e l’utensile, fermo nella rotazione, si sposta lungo il pezzo per asportare materiale. Fa tutto ciò che ha una simmetria di rotazione: alberi, perni, boccole, flange, filetti. I tipi principali sono il tornio parallelo, il CNC, il verticale, quello a fantina mobile, il plurimandrino e quello da banco. Sotto trovi le parti, i tipi con un disegno, cosa si può fare, come si calcolano i giri e la differenza con la fresa.

Il tornio è una delle macchine utensili più antiche e ancora oggi una delle più diffuse. In ogni officina meccanica ce n’è almeno uno, e quasi ogni oggetto meccanico che abbiamo in mano contiene pezzi torniti: un perno, una vite, una boccola, l’albero di un motore. Questa pagina spiega cos’è, come funziona e quali tipi esistono, senza dare niente per scontato.

Cos’è il tornio e come funziona

Nel tornio il pezzo ruota, stretto in un mandrino, mentre l’utensile resta fermo nella rotazione e si sposta in due direzioni: lungo l’asse del pezzo, chiamata asse Z, e verso il centro, chiamata asse X. Il tagliente incontra il materiale che gli gira davanti e ne stacca un truciolo continuo. La rotazione del pezzo è il moto di taglio; lo spostamento dell’utensile è l’avanzamento.

Il risultato è sempre una superficie di rotazione: un cilindro se l’utensile va parallelo all’asse, un piano se va verso il centro, un cono se si muove in diagonale, un profilo qualsiasi se segue una curva. Per questo al tornio nascono i pezzi “tondi”, mentre quelli prismatici, piastre e staffe, si fanno alla fresatrice.

Che differenza c’è tra tornio e fresa

È la domanda più frequente, e la risposta sta in cosa gira. Nel tornio gira il pezzo e l’utensile sta fermo; nella fresatrice gira l’utensile, la fresa, e il pezzo è fermo sulla tavola o si muove sotto di lei. Ne segue tutto il resto: il tornio fa superfici di rotazione, la fresa superfici piane, tasche e profili. Le macchine moderne a volte fanno entrambe le cose: i torni CNC con utensili motorizzati fresano, i centri multitasking tornio-fresa lavorano un pezzo complesso in un solo piazzamento. Il confronto completo è nella guida alla fresatura CNC.

Le parti del tornio

  • Bancale: la struttura in ghisa con le guide su cui scorrono carrello e contropunta. La sua rigidità decide la precisione.
  • Testa motrice: contiene l’albero del mandrino, i cuscinetti e il cambio delle velocità.
  • Mandrino autocentrante: di solito a tre griffe, stringe il pezzo e lo centra. Per pezzi irregolari si usa quello a quattro griffe indipendenti, per i diametri piccoli e precisi le pinze.
  • Carrello e slitta trasversale: portano l’utensile lungo Z e lungo X. Sopra c’è spesso una slittina orientabile per fare i coni.
  • Torretta portautensili: tiene l’utensile alla giusta altezza, che deve coincidere con l’asse del pezzo.
  • Contropunta: sostiene l’estremità dei pezzi lunghi e porta le punte per forare in asse.
  • Vite madre e barra: muovono il carrello in automatico per cilindrare e filettare.
Disegno tecnico delle parti di un tornio parallelo: cambio ingranaggi, testa motrice, autocentrante, torretta, carrello, contropunta, vite madre e bancale, con altezza delle punte e distanza tra le punte
Tav. 41 – Le parti del tornio parallelo. Le stesse si ritrovano, in grande o in piccolo, su quasi tutti i torni.

I tipi di tornio

Sotto il nome “tornio” ci sono macchine molto diverse per dimensioni, costo e modo di lavorare:

  • Tornio parallelo: il classico tornio d’officina, manuale, con bancale orizzontale. Ideale per pezzi singoli, riparazioni, piccoli lotti.
  • Tornio CNC: i movimenti sono comandati dal controllo numerico. Ha quasi sempre il bancale inclinato, che fa cadere i trucioli, e una torretta con dieci o dodici utensili, spesso motorizzati. È la macchina della produzione in serie.
  • Tornio verticale, o giostra: il pezzo sta su un grande piatto orizzontale. Serve per pezzi pesanti, larghi e bassi, come ruote, flange e corone, che su un tornio orizzontale sarebbero difficili da tenere.
  • Tornio a fantina mobile, detto anche di tipo svizzero: la barra scorre dentro una bussola di guida vicinissima all’utensile. Fa pezzi lunghi e sottili, per orologeria, medicale ed elettronica, con precisioni di pochi micron.
  • Tornio plurimandrino: da quattro a otto mandrini montati su un tamburo che ruota a scatti, ognuno con la sua lavorazione. È fatto per serie da centinaia di migliaia di pezzi.
  • Tornio da banco: un tornio parallelo in piccolo, per laboratori, manutenzione e hobby. Le misure e i modelli sono nella guida al tornio da banco per metalli.
Disegno tecnico dei sei tipi principali di tornio: parallelo, CNC a bancale inclinato, verticale a giostra, a fantina mobile, plurimandrino e da banco
Tav. 43 – I sei tipi principali di tornio, dal parallelo d’officina al plurimandrino per le grandi serie.

Cosa si può fare al tornio

Le operazioni di base sono otto: cilindratura esterna, sfacciatura, tornitura conica, profilatura, gole, filettatura, barenatura dei fori e troncatura. A queste si aggiungono la foratura in asse con la contropunta, la zigrinatura delle impugnature e, sui torni CNC con utensili motorizzati, fresature e forature fuori asse. Ogni operazione, con il disegno di utensile e avanzamento, è spiegata nella guida alla tornitura CNC.

Con il tornio si lavorano acciai, ghise, ottone, bronzo, alluminio, rame, plastiche tecniche e, con utensili adatti, anche acciai temprati. La precisione dipende dalla macchina: un buon tornio CNC tiene tolleranze di pochi centesimi senza difficoltà, e in finitura arriva a qualche micron.

Gli utensili da tornio

Gli utensili tradizionali sono barrette in acciaio rapido (HSS) che il tornitore affila a mano alla mola, dando la forma giusta per ogni lavoro. Si usano ancora sui torni manuali e da banco, perché permettono taglienti molto acuti. Nell’industria si usano quasi solo inserti in metallo duro montati su un portautensile: quando un tagliente si consuma si gira l’inserto. Forme e sigle degli inserti sono nella guida alla codifica degli inserti ISO.

Una regola vale per tutti: la punta dell’utensile deve stare esattamente all’altezza dell’asse del pezzo. Più in alto sfrega, più in basso si infila sotto il pezzo, e in sfacciatura lascia un piccolo bottone al centro.

Quanti giri: la formula della velocità

Ogni materiale si taglia a una certa velocità di taglio, in metri al minuto, cioè la velocità con cui la superficie del pezzo passa sotto il tagliente. I giri si ricavano dal diametro:

n = vc · 1000 / (π · d)[1]

Con vc in m/min e d in mm si ottengono i giri al minuto. Esempio: acciaio da costruzione con inserto in metallo duro a vc = 200 m/min, diametro 40 mm: n = 200 × 1000 / (3,14 × 40) ≈ 1.590 giri/min. Con un utensile in HSS la velocità scende a circa un sesto, e i giri pure.

Materialevc con HSS (m/min)vc con metallo duro rivestito (m/min)
Acciaio da costruzione (C40, C45, S355)25–40150–300
Acciaio inox austenitico (AISI 304, 316)12–20120–200
Ghisa grigia (EN-GJL-250)20–35180–300
Ottone60–90200–400
Alluminio (leghe da lavorazione)90–200300–700

Sono valori di partenza per la sgrossatura e la finitura leggera, ricavati da tabelle didattiche per l’HSS e dalle schede di lavorabilità per il metallo duro. Le velocità con metallo duro sono quelle degli inserti rivestiti di oggi, molto più alte delle vecchie tabelle per il metallo duro non rivestito. I cataloghi degli utensili le dettagliano per lega, qualità dell’inserto e operazione, e il calcolatore dei parametri di taglio fa il conto al posto tuo.

Chi usa il tornio: il tornitore

Il tornitore è l’operaio specializzato che prepara e conduce il tornio. Su quello manuale fa tutto con le sue mani: legge il disegno, sceglie e affila gli utensili, imposta giri e avanzamenti, misura il pezzo durante la lavorazione. Sul CNC il lavoro si sposta sulla preparazione: montare utensili e griffe, prendere gli zeri, controllare il programma e il primo pezzo. Chi sa lavorare bene su entrambi è il tornitore più completo. Cosa fa nel dettaglio e quanto si guadagna è spiegato nella guida alla tornitura CNC.

Una panoramica del tornio parallelo, con le sue parti viste da vicino e messe in movimento, è in questo video in italiano:

Il video è ospitato su YouTube. Premendo play lo carichi da YouTube (Google), che può salvare cookie e dati sul tuo dispositivo. Cookie policy

Il tornio per legno

Esiste anche il tornio per legno, ed è una macchina diversa. Il principio è lo stesso, il pezzo gira, ma l’utensile, la sgorbia, è tenuto a mano su un appoggio e guidato dall’operatore. Non c’è il carrello con le viti, i giri sono più alti e la costruzione più leggera. Non si usa per il metallo, se non per tornire a mano l’ottone e l’alluminio teneri con utensili speciali.

Una storia lunga più di duemila anni

Il tornio è una macchina antichissima. Le prime prove certe di oggetti torniti risalgono al VI secolo a.C.: tra queste ci sono i frammenti di una ciotola di legno trovati in una tomba etrusca dell’Italia settentrionale. La più antica raffigurazione di un tornio è nella tomba egizia di Petosiris, del IV secolo a.C. Erano torni mossi a mano, con una corda o un arco, e lavoravano soprattutto il legno. Il passo che ha reso possibile la meccanica moderna arriva intorno al 1800, quando Henry Maudslay costruisce a Londra un tornio da filettare tutto in metallo, con la slitta portautensili mossa da una vite madre collegata al mandrino da ruote dentate. Con quella macchina si potevano fare filetti precisi e ripetibili, che prima si tracciavano a mano. Dagli anni Cinquanta del Novecento il controllo numerico ha tolto i movimenti dalle mani del tornitore e li ha affidati a un programma, che oggi nasce quasi sempre da un software CAM.

Sicurezza al tornio

  • La chiave del mandrino non si lascia mai inserita, nemmeno per un secondo.
  • Niente guanti, maniche larghe, collane o capelli sciolti vicino al pezzo che gira.
  • Occhiali sempre; i trucioli si tolgono con un uncino a macchina ferma.
  • I pezzi lunghi si sostengono con la contropunta o con una lunetta.
  • Le regole complete sono nel manuale della macchina e nella valutazione dei rischi dell’officina: questa lista è solo un promemoria.
  • Sul CNC il programma nuovo si prova in blocco singolo e con l’override ridotto.

Domande frequenti

Cos’è il tornio?
È la macchina utensile in cui il pezzo ruota e l’utensile si sposta lungo il pezzo per asportare materiale. Produce superfici di rotazione: cilindri, piani, coni, profili e filetti.

Che cosa si fa con il tornio?
Alberi, perni, boccole, flange, distanziali, viti e tutti i pezzi con simmetria di rotazione. Le operazioni principali sono cilindratura, sfacciatura, tornitura conica, profilatura, gole, filettatura, barenatura e troncatura.

Che differenza c’è tra tornio e fresa?
Nel tornio gira il pezzo e l’utensile sta fermo nella rotazione; nella fresatrice gira l’utensile e il pezzo sta sulla tavola. Il tornio fa pezzi tondi, la fresa superfici piane, tasche e profili.

Chi usa il tornio?
Il tornitore, operaio specializzato che prepara e conduce il tornio manuale o CNC. Il tornio si usa anche nei laboratori di manutenzione, nelle scuole tecniche e da molti hobbisti con i torni da banco.

Quali sono i tipi di tornio?
Parallelo, CNC, verticale o a giostra, a fantina mobile (tipo svizzero), plurimandrino e da banco. Esiste poi il tornio per legno, che funziona in modo diverso.

Come si calcolano i giri del tornio?
Con n = vc · 1000 / (π · d), dove vc è la velocità di taglio del materiale in m/min e d il diametro in mm. Per un acciaio da costruzione con inserto in metallo duro a 200 m/min e diametro 40 mm servono circa 1.590 giri al minuto.

Per continuare

Da qui le strade sono due. Se lavori in officina o vuoi capire la produzione, la guida alla tornitura CNC spiega operazioni, zero pezzo, inserti, parametri e tolleranze. Se vuoi un tornio per il tuo laboratorio, la guida al tornio da banco per metalli ti aiuta a leggere le schede e a scegliere il modello giusto.

Fonti

  1. General turning formulas and definitions – Sandvik Coromant

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