Morsa da banco: come sceglierla, montarla e le 6 migliori

In sintesi: per il laboratorio di casa basta una morsa da banco da 100–125 mm; per l’officina servono 150 mm e oltre. Più della misura conta il materiale: la ghisa grigia costa poco ma è fragile agli urti, la ghisa sferoidale regge colpi e flessioni, l’acciaio forgiato è praticamente indistruttibile. Va fissata con viti passanti, con le ganasce all’altezza del gomito e la ganascia fissa che sporge oltre il bordo del banco. Sotto trovi tipi, misure, montaggio e sei morse reali, dalla piccola da 80 mm alla 205 mm da officina.

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La morsa è l’attrezzo che si usa di più su un banco da lavoro e quello a cui si pensa di meno. Si limano pezzi, si tagliano tubi, si piegano piatti, si raddrizzano staffe, si tengono fermi i pezzi da forare o filettare. Una morsa buona dura una vita; una scelta male si crepa al primo colpo di martello o lascia il pezzo libero di girare proprio quando serve forza.

Questa guida parte da quello che nelle schede si legge poco: il materiale del corpo, la profondità delle ganasce, il modo giusto di montarla. Poi ci sono sei morse reali, scelte per uso. Se cerchi la morsa da mettere sul trapano, quella è un’altra cosa: ne parliamo nella guida ai trapani a colonna.

Le scelte in breve

Se ti serve…ModelloPerché
Una morsa piccola per il banco di casaIrwin 80 mm con incudineCompatta, ganasce temprate, 3,4 kg
La classica da laboratorioIrwin T4 da 100 mmGhisa a grana fine, incudine, 7,6 kg
Lavorare il pezzo da più latiIrwin 125 mm con base rotanteBase girevole, 15 kg
Una morsa che non si rompeHeuer 120 mm in acciaio forgiatoAcciaio forgiato, ganasce per tubi
Una 150 mm girevole con budget contenutoVEVOR 150 mm girevoleTesta girevole a 360°, forza dichiarata 30 kN
L’officina pesanteIrwin n. 8 da 205 mm205 mm, quasi 38 kg

Come abbiamo scelto

Non abbiamo un banco di prova per misurare la forza di serraggio o la resistenza agli urti, e non inventiamo numeri. Le morse sono scelte in base alle schede dei produttori e dei venditori: materiale del corpo, larghezza e apertura delle ganasce, peso, dotazione. Dove un dato non è dichiarato, lo diciamo. I prezzi cambiano spesso e li trovi aggiornati sui link.

I tipi di morsa da banco

  • Morsa parallela da banco: la classica da officina, con ganasce parallele, vite centrale e spesso un’incudine posteriore. È quella di cui parla soprattutto questa guida.
  • Morsa con base girevole: la stessa, montata su una base che ruota di 360° e si blocca con una o due leve. Comoda per lavorare il pezzo da angolazioni diverse senza smontarlo.
  • Morsa con ganasce per tubi: ha un secondo paio di ganasce prismatiche sotto quelle piane, per stringere tubi e tondi senza schiacciarli.
  • Morsa per trapano a colonna: bassa e piatta, si fissa sulla tavola del trapano. Non sostituisce quella da banco.
  • Morsa di precisione per fresatrice: rettificata, con ganasce in squadra al centesimo. È uno strumento di lavoro, non da banco.
  • Morsa da falegname: ganasce larghe in legno o rivestite, pensata per il legno e montata sul fianco del banco.

Ghisa grigia, ghisa sferoidale o acciaio

È la differenza più importante, e nelle schede è spesso scritta in piccolo. La ghisa grigia è economica, smorza le vibrazioni e va bene per stringere e limare. È però fragile: un colpo di martello forte sull’incudine o una prolunga infilata sulla leva possono crepare il corpo. La ghisa sferoidale (detta anche duttile, sigle come GJS-400 o GJS-500) ha la grafite in forma di piccole sfere invece che di lamelle, e regge urti e flessioni molto meglio. L’acciaio forgiato è il più resistente, ed è la scelta di chi piega, raddrizza e martella sul banco.

Per un uso da laboratorio una buona ghisa sferoidale è il compromesso giusto. Per lavori pesanti di carpenteria conviene l’acciaio. La ghisa grigia va bene se la morsa serve soprattutto a tenere fermi i pezzi.

Le misure da guardare

  • Larghezza delle ganasce: 100 mm per il laboratorio di casa, 125 mm per l’uso generale, 150 mm e oltre per l’officina. È la misura con cui si indica la grandezza della morsa.
  • Apertura massima: quanto si possono allontanare le ganasce. Di solito è simile alla larghezza o un po’ maggiore.
  • Profondità delle ganasce: la distanza tra il bordo superiore delle ganasce e la guida. Una morsa profonda tiene meglio i pezzi larghi.
  • Forza di serraggio: quando è dichiarata, dice quanto stringe la morsa con la leva di serie. Le morse da officina dichiarano spesso valori di alcune tonnellate.
  • Peso: un indizio di robustezza. Una morsa da 125 mm seria pesa di solito più di 10 kg.

Montaggio: altezza e posizione

Una morsa montata male stanca e lavora peggio. La regola dell’officina è semplice: il bordo superiore delle ganasce deve arrivare più o meno all’altezza del gomito di chi lavora in piedi. Più in basso si lavora curvi, più in alto si lima male. Se il banco è basso, si alza la morsa con un blocco di legno duro o una piastra in acciaio.

La ganascia fissa deve sporgere un poco oltre il bordo del banco: così i pezzi lunghi possono scendere in verticale senza toccare il piano. La morsa va fissata con viti passanti (M10 o M12 per le misure medie), rondelle larghe e dadi autobloccanti, non con viti da legno.

Disegno tecnico di una morsa da banco montata sul banco, vista di lato, con ganascia fissa oltre il bordo, pezzo lungo che scende in verticale, apertura e profondità delle ganasce quotate e ganasce all'altezza del gomito, più tabella di confronto tra ghisa grigia, ghisa sferoidale e acciaio forgiato
Tav. 32 – La morsa montata bene: ganascia fissa oltre il bordo del banco, ganasce all’altezza del gomito, viti passanti. A destra il confronto tra i materiali del corpo.

Usarla bene e farla durare

  • Niente prolunghe sulla leva: la forza in più non serve e può rompere la vite o crepare la ghisa.
  • Ganasce di protezione in alluminio, ottone o gomma per non segnare i pezzi finiti, il legno e le filettature.
  • Si martella sull’incudine, non sulle ganasce né sulla guida mobile, e solo con colpi moderati se il corpo è in ghisa grigia.
  • Pezzi stretti al centro delle ganasce: stringere un pezzo piccolo su un solo lato torce la ganascia mobile e rovina il parallelismo.
  • Pulizia e grasso sulla vite e sulla guida: i trucioli e la limatura sono i nemici principali.

Le 6 morse da banco che consigliamo

1. Irwin 80 mm con incudine: la piccola

Larghezza ganasce80 mm (3-1/8″)
Corpoghisa grigia a grana fine, ganasce in acciaio temprato
Extraincudine, dado sostituibile, impugnatura in acciaio
Peso3,4 kg

Irwin produce le morse della linea Record, un nome storico delle officine europee. Questa è la più piccola: va bene per il banco di casa, il modellismo, la piccola meccanica e l’elettronica. Le ganasce in acciaio temprato si sostituiscono quando sono consumate, e il dado della vite è un ricambio.

Il corpo è in ghisa grigia: sull’incudine si danno colpetti, non martellate.

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2. Irwin T4 da 100 mm: la classica da laboratorio

Larghezza ganasce100 mm (4″)
Corpoghisa grigia a grana fine; vite e maniglia in acciaio
Extraincudine, apertura e chiusura rapida della vite
Peso7,6 kg

È la misura giusta per chi lavora il metallo nel laboratorio di casa: abbastanza grande per tubi, piatti e profilati di uso comune, abbastanza compatta per non occupare mezzo banco. La vite con sblocco rapido fa risparmiare un sacco di giri di maniglia quando si cambia pezzo.

Anche qui il corpo è in ghisa grigia: per piegare a martellate pezzi grossi meglio una morsa in acciaio.

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3. Irwin 125 mm con base rotante: per lavorare da più lati

Larghezza ganasce125 mm (5″)
Corpoghisa grigia a grana fine, ganasce in acciaio temprato
Extrabase rotante, incudine, dado sostituibile
Peso15 kg

Il passo successivo, con una base che ruota e si blocca: si gira il pezzo per limarlo o segarlo da un’altra angolazione senza smontarlo. A 15 kg è una morsa che sta ferma, e la misura da 125 mm copre quasi tutti i lavori di un’officina leggera.

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4. Heuer 120 mm: acciaio forgiato

Larghezza ganasce120 mm
Apertura150 mm
Profondità di serraggio65 mm
Ganasce per tubida 16 a 55 mm
Corpointeramente in acciaio forgiato
Pesocirca 9 kg

Heuer è un produttore tedesco specializzato in morse, e questa è la sua parallela da banco più diffusa: interamente in acciaio forgiato, quindi senza il rischio di crepe tipico della ghisa. È la morsa per chi raddrizza, piega e martella sul banco, e le ganasce prismatiche sotto quelle piane tengono tubi da 16 a 55 mm.

Costa più di una ghisa della stessa misura, ma è un acquisto da fare una volta sola.

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5. VEVOR 150 mm girevole: grande con budget contenuto

Larghezza ganasce152 mm (6″)
Apertura127 mm
Profondità della gola76 mm
Forza di serraggio dichiarata30 kN
Extratesta girevole a 360°, ganasce per tubi

Per chi vuole una 150 mm senza spendere quanto una morsa di marca. Le misure sono generose, la testa ruota a 360° e la profondità della gola di 76 mm tiene bene i pezzi larghi.

La scheda dice “ghisa” senza specificare se grigia o sferoidale: nel dubbio va trattata come una ghisa grigia, quindi niente prolunghe sulla leva e colpi moderati.

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6. Irwin n. 8 da 205 mm: l’officina pesante

Larghezza ganasce205 mm (8″)
Peso37,6 kg

La morsa da carpenteria e da manutenzione industriale: 205 mm di ganasce e quasi 38 kg di peso. Serve un banco robusto e un fissaggio con bulloni da 12 mm o più. Per chi lavora pezzi grandi tutti i giorni è la classica morsa “per sempre” della linea Record.

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Tabella di confronto

ModelloGanasceCorpoBasePeso
Irwin 80 mm80 mmghisa grigiafissa3,4 kg
Irwin T4100 mmghisa grigiafissa7,6 kg
Irwin 125 mm125 mmghisa grigiarotante15 kg
Heuer 120 mm120 mmacciaio forgiatofissacirca 9 kg
VEVOR 150 mm152 mmghisa (tipo non indicato)girevole 360°non indicato
Irwin n. 8205 mmnon indicatofissa37,6 kg

Dati dichiarati da produttori e venditori.

Gli accessori che servono

Il primo sono le ganasce di protezione: coppie di copriganasce in alluminio, ottone o gomma, spesso magnetiche, che si appoggiano sulle ganasce dure e non lasciano segni sui pezzi finiti. Poi un set di viti e dadi della misura giusta per fissare la morsa, e un barattolo di grasso per la vite. Chi lavora molto tubo può aggiungere un paio di ganasce prismatiche. Per tagliare i pezzi stretti in morsa servono un buon seghetto e le lime, e per segnare e misurare un calibro: la guida al calibro a corsoio spiega come usarlo bene.

Accessori per la morsa da banco

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Come si monta una morsa sul banco, con viti passanti e dadi, si vede in questo video:

Il video è ospitato su YouTube. Premendo play lo carichi da YouTube (Google), che può salvare cookie e dati sul tuo dispositivo. Cookie policy

Domande frequenti

Qual è la morsa da banco migliore?
Dipende dall’uso. Per il laboratorio di casa una morsa da 100–125 mm in ghisa di buona qualità, come le Irwin della linea Record, basta e avanza. Se sul banco si martella e si piega, meglio una morsa in acciaio forgiato come la Heuer. Per l’officina pesante servono 150–200 mm e un corpo robusto.

È meglio una morsa in ghisa o in acciaio?
La ghisa grigia costa meno, smorza le vibrazioni ma è fragile agli urti: un colpo forte può creparla. La ghisa sferoidale (duttile) resiste molto meglio. L’acciaio forgiato è il più resistente ed è la scelta per chi piega, raddrizza e martella sulla morsa.

Come si fissa una morsa da banco?
Con viti passanti, di solito M10 o M12, rondelle larghe e dadi autobloccanti, non con viti da legno. La ganascia fissa deve sporgere un po’ oltre il bordo del banco, così i pezzi lunghi possono scendere in verticale.

A cosa serve la morsa da banco?
A tenere fermo il pezzo mentre lo si lima, sega, fora, filetta, piega o raddrizza. È l’attrezzo base di ogni banco da lavoro, in officina come nel laboratorio di casa.

Di che misura deve essere una morsa da banco?
La misura è la larghezza delle ganasce: 80–100 mm per piccoli lavori e modellismo, 100–125 mm per il laboratorio di casa, 150 mm e oltre per l’officina e la carpenteria.

A che altezza va montata la morsa?
Il bordo superiore delle ganasce dovrebbe arrivare più o meno all’altezza del gomito di chi lavora in piedi. Se il banco è basso si alza la morsa con un blocco di legno duro o una piastra.

Come si evita di segnare i pezzi nella morsa?
Con le ganasce di protezione: coppie di copriganasce in alluminio, ottone o gomma, spesso magnetiche, che si appoggiano sulle ganasce dure della morsa.

Quale scegliere, in pratica

Per il banco di casa, dove si lima, si sega e si fora ogni tanto, la Irwin T4 da 100 mm è la misura giusta; se lo spazio è poco, la 80 mm. Se ti serve girare il pezzo, la 125 mm con base rotante.

Se sul banco si martella, si piega e si raddrizza, scegli l’acciaio forgiato della Heuer. Per una 150 mm girevole con un budget basso c’è la VEVOR, da usare con un po’ di riguardo. Per l’officina pesante, la Irwin n. 8. Le altre attrezzature da banco sono raccolte nella guida alle lavorazioni meccaniche.

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